di Alberto Mariotti - 05 August 2018

La prova dello Swan 95S LOT99

Uno yacht per girare il mondo e divertirsi anche in regata. Il primo Swan 95 è un maxi con tuga panoramica e cabina armatoriale
a poppa. disponibile anche la versione FD con ponte flush deck
La prova dello Swan 95S LOT99

Prua verticale, poppa larga, due pale del timone e lifting keel per variare il pescaggio da 5,5 a 3,3 metri sono i tratti distintivi di LOT 99, il primo Swan 95’ costruito dal cantiere finlandese, varato la scorsa estate. Uno yacht con salone panoramico e pozzetto diviso in aree distinte grazie all’armatoriale a poppa. Per dare alla suite l’altezza necessaria, il layout del cockpit è stato modificato sopraelevando tutta la zona di prua da quella delle timonerie, che restano più basse. Il pozzetto è attrezzato con divani e due tavoli ad altezza variabile che trasformano la zona in prendisole o la liberano in vista delle regate per lasciare spazio alle vele.

Per gli interni l’armatore voleva uno yacht con il comfort di casa senza perdere in prestazioni e sicurezza. Dettagli, falegnameria, colori e materiali sono stati scelti insieme con l’obiettivo di creare atmosfere moderne e senza tempo. Il layout prevede la suite armatoriale e altre tre cabine ospiti, di cui due con letti gemelli e una con letto doppio a murata, situata oltre la paratia di prua della barca dove inizia il regno dell’equipaggio con la cucina e, a estrema prua, due cabine.

La prova dello Swan 95S LOT99

La barca è costruita su stampo femmina con sandwich di carbonio per la massima robustezza e il controllo dei pesi. LOT99 fa parte della linea Maxi e come ci racconta Enrico Chieffi, vice presidente di Nautor’s Swan «nonostante oggi si parli dei superyacht come barche normali, i 95/100 piedi sono in realtà mezzi da fantascienza quanto a tecnologia e sofisticazioni. LOT99 è al momento la più piccola della linea Maxi e ha una dimensione magica, riesce infatti a contenere tutti i possibili desideri di un armatore in un mezzo unico. Il brief del proprietario era fare il giro mondo e partecipare saltuariamente a qualche regata per divertirsi. Nautor’s Swan è nato così, costruendo un modello molto marino con cui attraversare gli oceani che poi vinse tutte le regate della Cowes Week (lo scafo n° 3 dello Swan 36, n.d.r.). Da allora è sempre stato più difficile fare tutto con una sola barca, motivo per cui ora abbiamo diviso la produzione in tre linee, sebbene negli yacht grandi sia più “facile” ottenere tutto».

Da qualche mese il cantiere ha, infatti, rivisto l’organizzazione interna dividendo gli yacht in tre linee diverse e nominando, per ciascuna di esse, un Product Line Leader (PLL). La Maxi Swan Line è guidata dall’olandese Peter Naeyé ed è composta dai modelli Swan 115 nelle versioni Flush Deck (FD) e S con il 95S, disponibile anche nella versione FD. Dedicata al tipo di imbarcazioni che Nautor’s Swan costruisce da sempre e che ne hanno creato il mito, la Swan Yachts Line è guidata dall’italiano Vanni Galgani e comprende oggi quattro esemplari tra 54’ e 78’ tutti disegnati dal progettista argentino Germán Frers. Infine, la linea ClubSwan guidata per il momento ad interim da Enrico Chieffi e composta dal ClubSwan 50 e dal 125 in costruzione con varo previsto per giugno 2019 e definito dal cantiere «il superyacht più veloce mai costruito».

Riguardo alla nuova divisione delle linee, Chieffi ci ha raccontato che «è come avere tre aziende diverse nella stessa realtà, ognuna con un suo manager che segue tutti gli aspetti, dalla ricerca di mercato al concepimento del prodotto, dal suo sviluppo fino alla vendita. Abbiamo rinnovato il nostro impegno alla linea Maxi, un settore di nicchia in cui vogliamo crescere ulteriormente perché ci rappresenta molto, anche grazie all’evoluzione tecnologica inarrestabile dei materiali in cui ci vediamo in pole position».

La prova dello Swan 95S LOT99

In navigazione

Armato con vele North Sails 3Di Endurance, lo Swan 95S Lot99 ha albero di carbonio e randa avvolgibile nel boma governata da captive winch per una gestione senza sforzi grazie anche ai pulsanti di controllo sulle colonnine del timone. A prua un Code 0 è armato su un avvolgitore idraulico e non manca il bompresso rimovibile per murare un gennaker e il trasto di randa idraulico.
LOT99 ha navigato con un comandante italiano, Lorenzo Giacomuzzi, dai Mari del Nord fino in Mediterraneo.

Abbiamo sentito anche lui: «il nuovo 95 ha più volume a poppa e a prua rispetto al vecchio 90, dove ho trascorso quattro anni e le differenze si sentono. Il 95 ha più stabilità di forma e sbanda meno, aspetti che in crociera fanno la differenza quanto a comfort di navigazione. Al Nord abbiamo navigato a lungo con 20/25 nodi al traverso, tra i 90° e 100°, con tutta randa e trinchetta andavamo via come treni sui 13/14 nodi di velocità in assetto da crociera senza mai tirare la barca. La navigazione è sempre stata confortevole, anche perché non è una barca estrema e non ha bisogno di 20 nodi per muoversi, anche con arie leggere corre senza problemi. Mi ha stupito quando l’abbiamo tirata con 20 nodi, i timoni sono rimasti morbidi, senza troppa pressione e non hanno mai stallato. È una barca che perdona e non è troppo nervosa».

La prova dello Swan 95S LOT99
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