16 febbraio 2019

Imperia, il Raduno di Vele d’epoca torna con cadenza annuale

Il Raduno di Vele d’epoca di Imperia e l’Assonautica, organizzatrice dell’evento, ha deciso che, con la ventunesima edizione in programma dal 5 all’8 del prossimo settembre, riprende la cadenza annuale come era stata fino al 1992
di Tommasino Gazo

Allora lo sponsor era la maison Prada che aveva continuato a supportare l’evento fino al 2004. Nell’appuntamento successivo, quello del 2006, a promuovere la cultura della vela d’epoca era subentrata l’azienda di alta orologeria Officine Panerai con il circuito Panerai Classic Yachts Challenge che, a differenza dei raduni di Antigua, Argentario, Monaco, Antibes e Cannes, vedeva l’evento imperiese come unico a cadenza biennale.

E, per sette edizioni, fino allo scorso anno, ha proseguito la sua attività di sponsor. Ma Panerai, proprio con l’edizione del 2018, ha abbandonato lasciando “orfani” tutti i raduni del circuito e, quasi un’ironia della sorte, affiancando Prada nell’avventura di Coppa America.

Una situazione che aveva indubbie valenze negative ma che, per la manifestazione imperiese, ha motivato il ritorno alle sue lontane origini. La mancanza di uno sponsor, infatti, ha creato un problema comune a tutti gli eventi mediterranei, messi di fronte a carenze organizzative e finanziarie. È nata, allora, una sinergia tra i cinque raduni del Mediterraneo che hanno unito le forze nella ricerca di un unico e comune supporto per ricreare un circuito che comprendesse tutti gli appuntamenti.

Lo sponsor non è ancora definito, ma le date sono già decise: dopo l’Argentario Sailing Week del prossimo mesi di giugno, sarà la volta di Imperia che precederà di pochi giorni quello di Monaco a cui seguiranno gli appuntamenti di Antibes e Cannes.

Sarà l’occasione per riportare l’evento del capoluogo ligure nella sua collocazione più adeguata e ribadirne il prestigio quale uno dei primi raduni italiani di vele d’epoca. Non sarebbe stata accettabile una sua eventuale scomparsa: era doveroso per la memoria di Pierfranco Gavagnin, allora direttore di Portosole, che lo aveva inventato nell’ormai lontano 1986.

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