Sailing for blue life, citizen science e turismo consapevole navigando nel Mediterraneo

Il progetto nasce grazie alla collaborazione fra Aganoor e Fondazione Cetacea ONLUS.

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Non tutto il male vien per nuocere. A livello sociale, infatti, la pandemia ha mutato le abitudini di fruizione del mare da parte dei turisti, virando verso un turismo di maggior prossimità, più attento alle problematiche ambientali. In questo scenario, grazie alla collaborazione fra Aganoor e Fondazione Cetacea ONLUS, è nato Sailing for blue life, un progetto di citizen science che coinvolgerà gli interessati in un viaggio in barca a vela finalizzato a studiare e proteggere l’ecosistema marino.


Da giugno a ottobre barche a vela percorreranno rotte nel Mediterraneo (lungo le coste dell’Adriatico italiano, albanese, montenegrino, sloveno e croato, dello Ionio e di Sicilia e Malta) toccando aree molto importanti dal punto di vista ambientale, tra cui i Centri di Recupero Tartarughe Marine, le Aree Marine Protette e le Riserve Naturali. In ogni tappa vengono organizzate attività di conservazione e ricerca, e importanti eventi in collaborazione con amministrazioni, associazioni e varie realtà locali, primo fra tutti il Blue life fest che si è tenuto a Rimini dal 5 al 11 giugno scorsi in corrispondenza della Giornata Mondiale degli Oceani, evento che ha ufficialmente aperto il tour di Sail for blue life.


Ma che cos’è la citizen science? È un approccio moderno che mixa lo studio dell’ambiente con azioni di sensibilizzazione e call to action. Nel caso specifico, grazie all’approccio della citizen science, vengono raccolti dati sul mondo naturale direttamente dai cittadini che, coordinati da scienziati professionisti, contribuiscono attivamente alla ricerca scientifica.


Le attività di citizen science a bordo saranno coordinate dalla resident biologist di Fondazione Cetacea, Carlotta Santolini. Chiunque può partecipare prenotando la sua settimana a bordo al numero 3487260342. Sarà possibile anche svolgere il proprio tirocinio universitario e acquisire crediti formativi, previa convenzione fra Fondazione Cetacea e l’Università di appartenenza.


L’Equipaggio, gli scienziati e i partecipanti (turisti), lavoreranno insieme ai seguenti progetti, nelle varie tappe del tour:
• LIFE Medturtles: azioni collettive per migliorare lo stato di conservazione della tartaruga marina in Mediterraneo;
• Visite ai centri di recupero delle tartarughe, formazioni volontari e monitoraggio dei nidi, della rete adriatico ionica Adrionet CRTM, Sicilia, Malta, Slovenia e Croazia;
• Interreg Soundscape: raccolta dati sull'inquinamento acustico subacqueo con idrofono;
• Interreg Marless: recupero e classificazione dei rifiuti in spiaggia e sott'acqua;
• Interreg Med MPA-engage - Università Politecnica delle Marche (Prof. Carlo Cerrano): LEK interviste a pescatori professionisti sul cambiamento delle popolazioni ittiche dovuto al cambiamento climatico;
• Reef Check Mediterranean: censimento visivo specie indicatrici dello stato di salute degli habitat di fondo duro del Mediterraneo (Monitoraggio Ambiente Costiero, MAC sommerso). Censimento organismi spiaggiati e rifiuti (MAC emerso).
• Progetto DIVID - Università di Pisa (Prof. Paolo Luschi): applicazione e recupero di strumenti con sensori di profondità e videocamere miniaturizzate per raccolta dati su tartarughe marine rilasciate dopo riabilitazione
• CIRCLES – Università di Bologna (Prof. Marco Candela): studio dell’impatto dell’attività antropica sui microbioti marini;
• MeDforMed – Progetto dell’Università di Milano Bicocca (Prof.ssa Elena Valsecchi): campionamento del DNA ambientale marino per lo studio ed il monitoraggio della biodiversità nel Mediterraneo.


Ai progetti scientifici si affiancheranno a bordo altri progetti di carattere sociale e inclusivo in collaborazione con Parole Diverse aps.

Giacomo Baldassarri

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