Test Azimut Magellano 25: quando l'arte sale a bordo

Con il nuovo 25 metri inizia la collaborazione tra Azimut e l’artista Vincenzo De Cotiis, che ha creato interni ricchi di materiali diversi e suggestioni d’altri tempi. Una navetta con autonomia fino a 750 miglia e velocità oltre i 24 nodi

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Atmosfere oniriche e senza tempo per il nuovo 25 metri della collezione Magellano, primo yacht del cantiere a essere sviluppato insieme a un artista, Vincenzo De Cotiis. Nato a Gonzaga (MN) nel 1958, ha studiato al politecnico di Milano e nel 1997 ha fondato il suo studio, diventando un riferimento per la sua arte capace di combinare materiali di lusso con vetroresina recuperata, pietra e legno. Materiali comuni a bordo della barche, ma che nel Magellano 25 sono trattati e accostati in modo unico.

Carena Dual Mode

Quando arriviamo nella banchina del Marina dei Cesari a Fano (PU), la nostra visita inizia dagli esterni, su cui ha invece lavorato il progettista Ken Freivokh, già autore del Magellano 74 nel 2009 poi diventato Magellano 76. Da quel primo modello con cui Azimut aveva dato il via alla gamma, il 25 eredita il concetto di carena Dual Mode dello studio di Pierluigi Ausonio, che permette consumi ridotti e navigazioni a lungo raggio sicure e confortevoli, anche con meteo avverso.

A spingere questo 25 metri sono due Man da 1.400 cavalli (disponibile la versione optional da 1.550 cavalli) con trasmissione in linea d’asse V-Drive. Cambia invece la distribuzione degli spazi con una configurazione Raised Pilot House (RPH): il posto di pilotaggio interno è a un livello superiore rispetto al main deck, e appena più basso del flybridge, dove si trova la consolle esterna. Alcuni elementi spiccano tra gli altri: la sovrastruttura vetrata, i flabelli laterali in teak (elementi estetici tipici di Freivokh) che caratterizzano la parte poppiera della tuga, la scala a spirale che porta al fly, l’hard top di carbonio sorretto da un unico elemento centrale, la forma rétro delle finestre a scafo e il pozzetto con vista senza ostacoli grazie alla balaustra trasparente.


Completato il giro degli esterni, uno volta e da soli varchiamo finalmente la soglia d’ingresso. Ed è in quel preciso momento che il concetto di “arte a bordo” prende forma e si concretizza. Dimentichiamo tutti i precedenti saloni, cabine, suite armatoriali: gli ambienti del Magellano 25 non somigliano a nulla di quanto, pur lussuoso ed estremamente curato, avevamo visto fino a oggi.

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Il fascino del tempo che scorre

Ad entrare più nel dettaglio è Federico Lantero, Product Marketing and Communication Director di Azimut|Benetti Group. “Entrare nel Magellano 25 è un’esperienza unica, si viene subito immersi in atmosfera da sogno, che ha tutto il gusto e il sapore della nave, grazie allo scafo voluminoso e alle falchette alte e avvolgenti, che proteggono. Ken Freivokh l’ha interpretata creando un guscio meraviglioso con timoneria rialzata per generare ambienti dagli spazi generosi e lì si è innestato un gioco di staffetta tra il designer degli esterni e quello designer/artista, De Cotiis, personaggio che abbiamo conosciuto e apprezzato fin da subito, coinvolgendolo in quella che per lui è stata la prima esperienza nell’immaginare gli interni di uno yacht.

È stata un’esperienza avvincente, anche perché gli abbiamo lasciato carta bianca, consegnandogli un involucro vuoto per immaginarlo alla sua maniera. E ciò che ha creato è un linguaggio stilistico, e artistico, molto particolare, partendo da alcuni concetti come l’onda e il mare che lo hanno portato a creare forme morbide che partono dall’ingresso del salone e conducono lentamente verso prua. Un senso di spazialità accentuato e ottenuto grazie a una vista che da poppa fino a prua non si ferma mai, permettendo addirittura di traguardare l’orizzonte oltre al parabrezza. E dove serviva una paratia per separare gli spazi e donare la giusta privacy, perché questa è una navetta dove tutti possono trovare il proprio spazio, è stata smaterializzata utilizzando degli specchi, che a loro volta portano la luce esterna e l’immagine del mare dentro la barca. A bordo c’è una grande ricchezza, De Cotiis lavora infatti per accostare materiali con differenti finiture come, ad esempio, per la boiserie del salone, interpretata in modo inedito: un laccato bianco estremamente pulito è infatti bordato in ottone e sormontato da un top in un materiale qui inatteso, la vetroresina, che lui da sempre utilizza per le sue opere e oggetti da collezione. Una affinità elettiva che abbiamo scoperto solo dopo esserci conosciuti e a noi è piaciuto che la utilizzasse nobilitandola con altri materiali per creare qualcosa di nuovo.

Quindi in una barca in vetroresina, De Cotiis a maggiore ragione ha voluto utilizzarla anche come leit motiv decorativo, trovando applicazioni particolari e processi di laminazioni diversi da quelli tipici usati in un cantiere. Oltre ai top, è stata usata intorno agli oblò per portare a nudo l’ossatura della barca e la vetroresina con cui è costruito lo scafo viene proposta come finitura in una versione più grezza. I materiali vengono volutamente lavorati per avere una naturale imperfezione, l’artista ama infatti sentire la patina del tempo, rifugge la perfezione per creare una storie dietro ai materiali. Ad esempio il cannettato nella cabina dell’armatore è realizzato con una verniciatura bianca che non copre totalmente il materiale ma lo svela. I comodini sembrano di metallo, ma sono in legno trattato con un processo di verniciatura (è stato brevettato dall’artigiano che lo realizza, n.d.r.) che restituisce la sensazione di un oggetto metallico, e non solo alla vista, ma anche al tatto. Un altro linguaggio frequente è il senso di sospensione degli arredi, esaltato da una cura della luce che segue il perimetro della parte basse dei mobili esaltandone la leggerezza”.


Crediamo che interni del genere possano creare una selezione maggiore tra gli armatori, non tutti potrebbero ritrovarsi in uno stile così originale. Di certo, coloro che invece apprezzano queste suggestioni troveranno nel Magellano 25 uno degli yacht più affascinanti mai prodotti dal cantiere di Avigliana. Anche perché non si tratta di un superyachts da 50 metri, dove tutto è possibile (o quasi), ma di una “normale” imbarcazione da diporto pur sempre di serie.

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Cabina armatore flottante

Proviamo lo yacht a Fano, in una bella giornata estiva con vento sui 10 nodi e mare calmo. Lanciati a tutto gas abbiamo toccato la velocità massima di 24,3 nodi a 2.380 giri con un consumo totale di 510 litri/ora di carburante. La velocità di crociera è di 18 nodi a 2.000 giri e un consumo di 340 litri. A questo regima il Magellano 25 può navigare per circa 410 miglia. Volendo si può andare anche più veloci, a 20 nodi, con consumi di poco superiori: 380 litri/ora. Esiste anche un regime di crociera long range a 12 nodi e 750 miglia di range.


A contribuire al comfort a bordo sono le pinne elettriche stabilizzatrici e gli intruder forniti da Humpree.
Le pinne hanno una dimensione di 1,3 ma ciascuna e le prove hanno dimostrato una capacità di riduzione del rollio fino al 73 per cento a zero speed (in rada). La pinnata può inoltre essere variata a seconda delle condizioni del mare e se le barca è ferma o in navigazione. Non solo, la cabina armatoriale è realizzata su una capsula flottante: il vassoio su poggia, le paratie e i cielini sono montati su materiali assorbenti che smorzano le vibrazioni. Inoltre un giunto elastico fra motore e invertitore evitare di portare a bordo le vibrazioni dell’asse dell’elica.


Una barca dove l’arte diventa parte integrante dell’ambiente da vivere ma pur sempre una barca, anzi, una navetta che ha grandi capacità marine, di storage, comfort e privacy per i suoi ospiti. Il layout prevede tre cabine matrimoniali e una con letti singoli, tutte con bagno privato. All’equipaggio è stata riservata la zona di prua, a cui si accede tramite un passaggio riservato dalla cucina, ricavata nell’area sotto al parabrezza.

Scheda tecnica

Prezzo di listino

Euro 4.680.000 + Iva f.co cantiere con 2 x Man V12 1.400 cv.

I dati

Lunghezza f.t.m 25,22
Larghezza m 6,35
Pescaggio m 1,90
Dislocamento a pieno carico t 85,8
Serbatoio acqua lt 1.500
Serbatoio carburante lt 8.000
Motori std 2 x Man V12 da 1.400 cv
Omologazione CE categoria A
Design esterni Ken Freivokh
Design interni Vincenzo De Cotiis
Progetto carena Studio Piana – Pierluigi Ausonio

Indirizzi

Azimut Yachts, Avigliana (TO), tel. 011 93161
customercare@azimutbenettigroup.com
www.azimutyachts.com


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