Test Swan 48: come naviga, pregi e difetti

Ispirato ai “mitici” 48 prodotti nel 1971 e 1995, il 15 metri di Germán Frers versione 2019 è un connubio perfetto tra prestazioni e stile. Dedicato alla crociera, con gli optional giusti non disdegna regate in classe Orc o Irc

Sport e lusso. Un connubio sempre più ricercato che il nuovo 48 interpreta con la consueta ricerca della perfezione del cantiere. Siamo andati in treno fino a Follonica, in Toscana, per provarlo in una bellissima e soleggiata giornata di fine novembre 2019.

L’ultima prova dell’anno, poche settimane prima che il mondo cambiasse a causa del Covid19. Presentato in occasione dei saloni autunnali dello scorso anno, il 48 ha avuto subito successo: il cantiere ne ha vendute ben 34 unità.

Un numero da record, di questi tempi e visto che si tratta pur sempre di uno yacht con un prezzo base non proprio per tutti: oltre 800.000 euro + Iva che diventano circa un milione per un modello completo dei principali optional.

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Tre mood per il décor interno

Gli interni hanno un layout a tre cabine e due bagni con armatoriale a prua, che può avere il letto matrimoniale o a V con letti singoli. La cabina ospiti di poppa a sinistra ha letto doppio o singolo a ribalta per sfruttarla come locale di stivaggio.


Il décor si basa su tre mood creati dall’architetto Misa Poggi con materiali dai colori e toni diversi: lo standard è lo Swan Soul, con il tipico stile Swan; Scandi Vision, inspirato al design scandinavo e Velvet Vibe, che riflette le atmosfere calde dei paesi latini. Il “nostro” modello (lo stesso presentato ai saloni dello scorso anno) è il Velvet Vibe nella variante in blu; nel servizio fotografico che pubblichiamo gli interni sono invece nel mood Swan Soul, meno estremo.


Lo scafo è costruito in sandwich di Vtr con infusione di resina vilinestere e post cura in forno a 50° con lo scafo che resta nello stampa per 36 ore, evitando così possibili deformazioni. Inoltre ci sono due paratie stagne in composito e teak da 9 mm su camminamenti laterali, pozzetto e plancetta. Proprio la qualità di costruzione è uno dei migliori punti di forza della barca, accessibile in ogni sua parte e dotata di ventilazione tra scafo e arredi, garantita da retine sistemate in armadi e stipetti.

Altre “chicche” sono i paglioli alleggeriti in nido d’ape, tubazioni e cavi elettrici che passano alti, non in sentina, attraverso apposite guide e fissati con applique senza buchi, piatti doccia smontabili per accedere allo scarico, una rarità su barche di serie. Insomma il 48 ha standard costruttivi molto simili a quelli dei modelli più grandi.

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Sportiva di lusso

Il segreto, come ci spiega Vanni Galgani, product line leader della gamma Swan Yachts, è nel target: “il 48 è una barca sportiva con interni di lusso. I nostri diretti concorrenti si dividono in due categorie: barche dall’aspetto più sportivo, molto mediterranee e poco protette, con livelli qualitativi di livello medio e barche con livello di finiture - e quindi prezzo - simile alle nostre, ma più nordiche, chiuse, dallo stile più classico, e a pozzetto centrale.

Quindi per qualità, lusso, livello di finiture - e quindi prezzo, siamo sempre al top, ma unici come tipologia in quanto uniamo le propensioni sportive delle barche di minor qualità al livello di lusso di quelle a pozzetto centrale, quindi con finalità diverse”. Lungo 14,75 metri fuori tutto, è l’ennesimo scafo firmato dall’argentino Germán Frers, una collaborazione così longeva e di successo che non è facile trovare un altro esempio simile. Nautor’s Swan è oggi molto legata alla “corrente” dei progettisti argentini: Frers per le gamme Swan Yachts e Maxi Swan Yachts e con Juan Kouyoumdjian per quella race, la ClubSwan.

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Crociera e prestazioni

Osservando il 48 è facile riconoscere la scia estetica e funzionale dei fratelli maggiori, il 78 e il 65, con cui il cantiere ha iniziato a rinnovare la gamma dedicata alla crociera. con le dovute proporziono, linea della tuga e posizione arretrata dell’albero sono le medesime.

Con la differenza che il 48 è una barca per navigare in coppia. E con gli optional giusti divertirsi in qualche regata con la stazza ORC/IRC: chiglia race, randa square top, albero e rig di carbonio, bompresso più lungo e attrezzatura di coperta più performante.


La filosofia delle linee d’acqua, ispirate a quelle degli ocean racer moderni, permette boline con sbandamento limitato a 18/20 gradi, stabilità di rotta e un comfort elevato anche per gli ospiti velisticamente meno esasperati. Inoltre le due pale del timone, disegnate apposta per questo tipo di carena, riducono il drag e regalano all’armatore un controllo sempre morbido e preciso.

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Quando arriviamo in banchina la barca è pronta a uscire, ha un funzionale sprayhood a scomparsa con bimini che rimuoviamo per non compromettere l’estetica del ponte di coperta, personalizzato dall’armatore in alcuni dettagli: winch Harken color acciaio, boma, pistone paterazzo e vang verniciati di bianco lucido. Richieste non troppo frequenti a dire il vero, ma che un cliente Nautor’s Swan si aspetta di poter chiedere. La barca è armata con un albero passante di alluminio, boma a V di carbonio e sartiame in tondino.


L’albero è in posizione arretrata, in linea con la chiglia, e permette di avere ampie vele di prua e fino a quattro stralli: gennaker, Code 0, fiocco (volendo con rotaia autovirante) e staysail. Il musone, oltre ad accogliere l’àncora, serve anche per murare una vela asimmetrica. Il pozzetto si distingue per la dimensione delle panche, capaci di accogliere anche otto persone, e il tavolo centrale rimovibile in regata.

La randa non ha il trasto, lavora su un punto fisso in pozzetto con un invito in acciaio integrato al tavolo, una soluzione rara, che ha però il vantaggio di ridurre il pericolo che qualcuno finisca con i piedi in mezzo alla scotta e che la stessa non finisca in mezzo alle ruote, altro problema frequente. Inoltre non ci sono problemi strutturali perché il carico maggiore sulla scotta è quando la randa è al centro, posizione in cui la scotta è verticale e non tocca la piastra.

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Navighiamo con randa e fiocco avvolgibile, le vele sono Doyle. Il vento è teso e il mare piatto, appena usciti dal porto facciamo un lungo bordo al traverso verso l’Elba con raffiche fino a 25 nodi filando stabilmente sui 9 nodi con punte anche a 9,5.L’aria si stabilizza intorno ai 15 nodi e bolina, con un angolo al vento di circa 30° navighiamo tra 7,5 e 8,2 nodi.

La pala del timone sopravento è spesso fuori dall’acqua con quella sottovento che lavora invece in verticale, in posizione di massima efficienza. La timoneria resta quindi sempre morbida e precisa, il feeling tra le mani è ottimo.

Nella nostra versione l’armatore non ha voluto i corrimano sulla tuga, una mancanza che si sente durante gli spostamenti verso prua a barca sbandata. A motore, con il Volvo Penta standard D2-75 e trasmissione saildrive navighiamo a 7,3 nodi a 2.200 giri con una massima di 9,3 a 3.100 giri.

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Scheda tecnica

Prezzo di listino su richiesta


I dati
Lunghezza f.t. m 14,78
Lunghezza al gall. m 13,88
Larghezza m 4,59
Pescaggio std m 2,40
Dislocamento leggero kg 15.000
Zavorra chiglia std kg 5.200
Serbatoio acqua lt 500
Serbatoio carburante lt 360
Motore Volvo D2-75 saildrive
Omologazione CE categoria A
Progetto Germán Frers

Indirizzi

Nautor’s Swan, Finlandia. Per informazioni info@nautorswan.com
www.nautorswan.com

Piano velico

Albero di alluminio passante. Misure piano velico: IG m 20,80; J m 5,66; P m 19,90;
E 6.60. Superficie randa mq 77,1; triangolo prua mq 58,9; fiocco mq 62,5; gennaker mq 216,7.


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