Tutto pronto per la Ocean to Ocean RIB Adventure

Le 10.000 miglia di Davì e Suzuki per il mare, un test per i fuoribordo Suzuki DF300B.

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Il comandante Sergio Davì ha svelato allo scorso Salone di Genova le caratteristiche del prossimo viaggio e tutte le attività di ricerca che svolgerà durante l’Ocean to Ocean RIB Adventure come testimonial di diversi istituti scientifici, per aiutarli nella raccolta di dati essenziali, mentre navigherà da Palermo a Los Angeles.

La prima domanda che tutti si pongono non appena Sergio Davì porta a termine una delle sue “Adventure”, i suoi raid in gommone divenuti ormai famosi, è: “chissà fin dove si spingerà la prossima volta”.

Il comandante Davì ha rivelato la destinazione del raid Ocean to Ocean RIB Adventure: salperà a metà novembre da Palermo per percorrere 10.000 miglia tra Mediterraneo, Atlantico e Pacifico. Una rotta impegnativa, che effettuerà a bordo del suo gommone Nuova Jolly 38, spinto da una coppia di fuoribordo Suzuki DF300B, che vedrà la parte più avventurosa nelle ben 1.800 miglia nautiche di traversata da affrontare in solitaria nel deep blu, da Capo Verde alla Guyana Francese. Dopo aver toccato le coste di Venezuela e Colombia e aver attraversato il Canale di Panama, ci sarà l’ingresso nel Pacifico. E una volta giunto nel più grande degli oceani, l’Aretusa Explorer (così si chiama il suo RIB) farà prua verso l’Arcipelago delle Galapagos, quindi, alla volta del Messico e, infine, approderà a Los Angeles, in California, dove il raid avrà termine.

Sergio Davì, oltre a voler portare a termine il suo Ocean to Ocean RIB Adventure come una spettacolare esperienza di navigazione, si adopererà in qualità di testimonial di importanti campagne di sensibilizzazione e protezione dell’ambiente marino, favorendo l’analisi e la messa a conoscenza dell’opinione pubblica, delle problematiche presenti in ogni habitat che incontrerà durante il proprio raid.

L’Ocean to Ocean RIB Adventure, infatti, avrà due importanti partner scientifici: l’Istituto Zooprofilattico Sperimentale del Piemonte, Liguria e Valle d'Aosta, con sede a Torino, e l’Istituto Zooprofilattico Sperimentale della Sicilia, con sede a Palermo, sotto la cui egida e direzione scientifica Sergio Davì effettuerà una serie di attività che lo impegneranno in diverse fasi della navigazione.

In primis ne sarà il portavoce, presentando gli Istituti durante gli incontri e seminari organizzati a Palermo, prima della partenza, a Las Palmas in una delle tappe intermedie, e alla conclusione dell’avventura a Los Angeles. Questi appuntamenti saranno occasioni per far conoscere meglio i diversi habitat marini e le specie autoctone che li popolano, e mettere in luce le principali e diverse minacce e criticità: dall’interazione con la pesca, all’inquinamento da macro e microplastiche, ai cambiamenti climatici, passando per la contaminazione dell’ambiente marino da parte di agenti biologici di origine, che sono alcune delle attività antropiche che a oggi compromettono la sopravvivenza di questi affascinanti animali.

In tale attività divulgativa, Davì avrà il compito di illustrare il lavoro e gli studi del Centro di Referenza Nazionale per le indagini Diagnostiche sui Mammiferi Marini spiaggiati (C.Re.Di.Ma.) dell’IZSPLV che - dal 2014 - si occupa di fornire assistenza tecnico-scientifica al Ministero della Salute, monitorando lo stato di salute dei cetacei che ogni anno si spiaggiano lungo le coste italiane. Il C.Re.Di.Ma. promuove inoltre l’attività di ricerca a favore della salvaguardia dei mammiferi marini e del loro habitat, collaborando con altri centri scientifici a livello comunitario e internazionale.

«Il comandante Davì sarà i nostri occhi e le nostre orecchie. – dichiara il direttore generale dell’IZSPLV, Angelo Ferrari - Durante il percorso fotograferà e catalogherà i mammiferi marini incontrati. Grazie al suo viaggio otterremo informazioni per lo studio delle specie che popolano le acque che traverserà».

Per il dipartimento ATEN CENTER dell’Università di Palermo, che si sta occupando di studiare il problema delle microplastiche disciolte nei mari, Davì raccoglierà in diversi momenti del raid circa 40 campioni di acqua di mare. Una volta terminato l’Ocean to Ocean RIB Adventure, le provette verranno consegnate all’istituto palermitano per essere esaminate e utilizzate per uno studio scientifico che verrà poi pubblicato.

Mentre il “mammal watching” sarà eseguito per l’Istituto Zooprofilattico Sperimentale del Piemonte, Liguria e Valle d'Aosta, di Torino, l’avvistamento delle tartarughe, altra attività programmata, sarà svolta per conto del CRETAM acronimo che sta per Centro Recupero Tartarughe Marine di Palermo.

Tutto ciò senza dimenticare che le 10.000 miglia di navigazione da Palermo a Los Angeles, saranno per lui, il suo RIB e i suoi fuoribordo Suzuki, uno stress test difficilmente comparabile.

«Sono anni che i battelli del Comandante Sergio Davì impegnati in raid memorabili sono equipaggiati con motori fuoribordo Suzuki - dichiara Paolo Ilariuzzi Direttore di Divisione Moto e Fuoribordo – e siamo orgogliosi dei risultati raggiunti dal Comandante sia in termini di performance sia per la sensibilizzazione dimostrata già nel passato verso i temi ambientali. È per questo motivo che accompagniamo nuovamente Sergio, certi che anche questa volta sarà un successo».

Sergio Davì, ormai da anni, sceglie Suzuki come partner tecnico delle proprie imprese: prestazioni, affidabilità, semplicità d’uso, bassi consumi e quindi ridotto impatto ambientale, sono solo alcuni dei fattori che lo hanno portato a sposare il marchio giapponese anche per l’Ocean to Ocean RIB Adventure. Accanto a lui idealmente a bordo del Nuova Jolly Prince 38, che sarà la casa del Comandante per parecchie settimane, ci sarà una coppia di fuoribordo Suzuki DF300B. Si tratta di un modello derivato dal Suzuki DF350A – top della gamma Suzuki – che da esso eredita l’unità termica di 4.4 litri, l’architettura V6 e, soprattutto, il rivoluzionario piede dotato di propulsione a doppia elica controrotante, il #afferrailmare (Suzuki Dual Prop). Una fiche tecnica che lo rende unico fra i fuoribordo di pari potenza presenti sul mercato, rispetto ai quali vanta generalmente anche una maggiore cubatura, appunto di ben 4.4 litri. Proprio la tecnologia della doppia elica e la cilindrata cospicua, lo rendono capace di erogare valori di coppia particolarmente elevati, in grado di rendere i due Suzuki DF300B fuoribordo ideali per l’impresa e soprattutto per un’imbarcazione come il Prince 38 di Nuova Jolly. Le condizioni di dislocamento nelle quali si troverà a navigare il battello - RIB lungo m 10,63 per 3,80 di larghezza che da solo pesa a secco 3 tonnellate - sempre a pieno carico, potrebbero mettere in difficoltà fuoribordo con caratteristiche diverse, mentre saranno in grado di esaltare le performance dei due maxi Suzuki DF300B.

Altra caratteristica da sottolineare, esaltata dalla necessità di navigare così a lungo, toccando così tanti paesi e altrettante pompe di benzina per i necessari rifornimenti, sta nel sistema d’iniezione elettronica in grado di riconoscere il tipo di carburante utilizzato: a seconda del suo numero di ottano, autoregola tutti i parametri della combustione per garantire totale efficienza con benzina da 91 RON (benzina normale), da 95 RON (benzina super) e da 98 RON (benzina super plus), senza cali nelle performance.

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