01 novembre 2019

Vela e Motore di novembre è in edicola, perché non perderlo

Benvenuti a bordo del nuovo numero di novembre di Vela e Motore con otto prove sul campo e molto altro ancora

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Editoriale

NON POSSIAMO PIÙ ASPETTARE

La rivoluzione verde è partita anche se nella nautica è ancora timida. Navigare obbliga alla sostenibilità, a un approccio più etico, sia che si tratti di (ri)pensare le nuove imbarcazioni sia di sistemi di propulsione ibridi ed elettrici e di comportamento.

Sono già a portata di mano tecnologie che vanno in questa direzione a cominciare dai materiali utilizzati per gli scafi in grado di sostituire la vetroresina che ha sì contribuito allo sviluppo della nautica di massa, ma è fonte di problemi di riciclo.

Ogni anno in Europa oltre 600 mila imbarcazioni completano il loro ciclo di vita facendo finire in discarica (o in fondo al mare) tonnellate di plastica. Rifiuti che dovrebbero essere smaltiti con operazioni complesse e costose tanto che la Francia, grazie l’Association pour la plaisance eco-responsable, è il primo paese in Europa ad essersi dotato di una struttura per la filiera dei rifiuti derivanti dalle imbarcazioni, attiva dalla scorsa estate, e con centri distribuiti in modo omogeneo lungo le coste.

Anche da noi qualcosa si muove. Gli scarti di vtr sono la fonte da cui è nato un nuovo materiale, la “Glebanite”. L’azienda bergamasca Rivierasca ha infatti prodotto una vetroresina ottenuta dal riciclo di altra vetroresina recuperata a fine vita, mescolata a resine poliestere insature, e quindi sottoposta a una particolare tecnologia brevettata di estrusione a freddo.

Così gli stessi cantieri spingono nel segno dell’innovazione. Amer Yachts del Gruppo Permare ha presentato uno scafo prodotto con stampata in fibra Filava, commercializzata dall’azienda italiana GS4C (Go Sailing for a Change). Si tratta di un nuovo composito di basalto, di origine vulcanica, con proprietà fisico-meccaniche superiori al vetro e con minor peso, arricchito di resina e riciclabile. Il modello in scala del progetto, costruito in collaborazione con il Politecnico di Milano, sarà realizzato invece proprio con la Glebanite prodotta da Rivierasca. Il cantiere sanremese diventa così il primo costruttore a dare l’addio alla vetroresina ed è già all’opera per creare una parte di componentistica non strutturale da installare a bordo del prossimo Amer.

Anche i combustibili fossili usati dai motori hanno la loro responsabilità sull’ambientale. È la questione più complessa da risolvere e ha una sola alternativa, l’energia elettrica, l’unica a garantire zero emissioni.

La rotta è già stata tracciata dall’automotive e promette orizzonti interessanti anche se sono necessari notevoli investimenti finanziari per migliorare il livello tecnologico delle batterie ancora con autonomie limitate e carenza di stazioni di ricarica. Un vuoto che, nella nautica, è più contenuto: la maggior parte degli ormeggi nei marina sono, infatti, dotati di prese per l’energia. La prossima rivoluzione sarà in grado di superare i limiti relativi ai motori elettrici: la tecnologia esiste, ma ancora con una diffusione marginale e dai costi elevati, e si fonda sul sistema a fuel cell, le cellule a combustibile che utilizzano l‘idrogeno come combustibile e rilasciano nell’ambiente solo acqua…

Anche noi facciamo e continueremo a fare la nostra parte seguendo e dando spazio a questi argomenti. A pag. 78 pubblichiamo la prova dei motori elettrici della tedesca Torqueedo. Abbiamo titolato il pezzo “L’elettrico per tutti” perché siamo convinti che lo scenario futuro sia questo e come dice Christoph Ballin, fondatore e managing director di Torqueedo «Political processes need time. We are not waiting for it».

I contenuti

Protagonista della copertina, e per voi in esclusiva, la prova dell’attesissimo First Yacht 53. Provato dal nostro Alberto Mariotti a Barcellona, è un performance cruiser che ridà vita alla linea First di Bénéteau. Nominato in categoria Performance Cruiser dell’European Yacht of the Year, ha i tratti di un mini super yacht. La carena è disegnata da Roberto Biscontini e il design interno ed esterno da Lorenzo Argento.

Un italiano in UK. L’avventura di Andrea Frabetti, dopo venticinque anni nel Gruppo Ferretti, eccolo come nuovo Ceo del cantiere inglese Sunseeker con il compito di ridisegnare il futuro di un’icona della nautica senza mai perderne l’identià british.

Spazio alle nuove generazioni. A tu per tu con Carlo Selva cresciuto in azienda oggi affianca il padre Maurizio e con lui porta avanti, con orgoglio, un’avventura iniziata nel 1945. Una storia con radici profonde nel “made in Selva”.

Ricca, come da copione, la sezione prove. Molliamo gli ormeggi a bordo dell’incredibile YXT24 Evolution del cantiere olandese Lynx Yacht. Un support vessel di 27 metri di lunghezza per grandi yacht con cui partire per scoperte e avventure senza confini. A bordo, oltre al tender di servizio, si può imbarcare di tutto, persino un sommergibile. Riservato a pochi.

Se state già pensando alla prossima estate ecco la barca che fa per voi. È l’Atlantis 45, un open sportivo con linee filanti e volumi generosi. Spinto da una coppia di motori Volvo Ips 600 tocca i 33 nodi di massima. Sottocoperta layout con cucina, salone, due cabine e altrettanti bagni.

È made in Dubai, l’Oryx 379 con cui abbiamo toccato i 45 nodi di massima nel nostro test. Un open super sportivo con hard top e tre fuoribordo Mercury Pro XS da 300 cavalli. Due prendisole in coperta e layout interno con cabina doppia, un bagno e dinette convertibile in cuccetta.

Scendiamo un po’ di taglia ed eccoci a bordo del Bénetéau Flyer 8 SunDeck (8,10 metri). Il daycruiser sportivo per la famiglia in doppia versione SunDeck e SpaceDeck. Ha posto per una dinette con cuccetta e bagno. Il meglio lo offre in navigazione con prestazioni brillanti anche con mare mosso e velocità oltre i 40 nodi.

Amanti dei gommoni ecco a voi il Mito 40, il maxi rib del cantiere MV, lungo 12,14 metri è dotato di pattini e redan per alte prestazioni di velocità (53 nodi di massima) e assetto corretto a qualunque andatura. Negli interni grande abitabilità con una cabina e quattro posti letto.

La nostra proposta “verde”, parte dalle prove dei motori elettrici Torqeedo per navigare in silenzio e senza fumi. È il futuro del diporto, soprattutto per le barche piccole e medie.

Nella sezione sport si scaldano i “motori” in direzione Coppa America con il varo di Luna Rossa: 23 metri, con un albero di 25, larga 5 metri e 5 di pescaggio, nessuna chiglia e due ali che le permettono di volare.

Dulcis in fundo, nello spazio Scafi d’epoca, “La divina e il mito”. Stiamo parlando di Sophia Loren e dei sui Riva d’epoca: un Tritone e un Aquarama.


Buona lettura!

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