Vela e Motore di Gennaio/Febbraio è disponibile online e in edicola

Il nuovo numero di Vela e Motore è arrivato nelle edicole!

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Contenuti

Il nuovo numero doppio Gennaio|Febbraio è disponibile in edicola e online con uno Speciale Accessori di oltre 30 pagine per navigare meglio, più comodi e sicuri. Abbiamo raccolto sessanta novità appartenenti alle più diverse categorie, come attrezzatura di coperta, comfort, impianti, Elettronica e molto altro. Troverete poi le cinque imbarcazioni che hanno trionfato all’edizione 2022 del premio Best of Boat Award.

Troverete poi due interessanti interviste: Steven Guedeu, direttore vendite dei brand Fountaine Pajot e Dufour ci parla del nuovo piano di sviluppo, investimenti e nuovi modelli che lanciano il polo nautico francese nella galassia dei grandi produttori di catamarani a vela e a motore. Massimo Bugli è invece general manager di Furuno Italia. Il marchio giapponese è tra i pochi al mondo a servire tutti i settori del mercato nautico: dal diporto alle barche da lavoro, dalla pesca professionale alla marina mercantile.

Per la sezione prove a motore abbiamo il Pardo Endurance 60, protagonista anche della copertina. Uno yacht per lunghe navigazioni con interni a cura di Nauta Design e un contatto con il mare sempre presente. Si distingue per velocità controllate, consumi ridotti e carena ottimizzata per gli IPS. Silent 60 è un catamarano elettrico alimentato a pannelli solari, per crociere a zero emissioni fino a 100 miglia al giorno. A bordo spazi enormi per attraversare l’oceano o sostare in una caletta. Il Fiart Seawalker 39 è invece uno scafo pensato per chi ama vivere all’aperto, un perfetto day cruiser, un’ottima soluzione per una mini crociera con la famiglia o un tender per yacht di lusso. Interni con 2 o 4 posti letto in base alle esigenze dell’armatore. Il Superbia 28 è un nuovo open puro, piacevole da condurre, bello da vedere e costruito in carbonio da specialisti della fibra nera. Per i gommoni abbiamo il Ranieri Cayman 26 con il motore fuoribordo Honda BF250D, un’accoppiata che garantisce relax e divertimento in mare, con l’aggiunta dell’affidabilità tipica della casa motoristica giapponese.

Per la vela partiamo in grande con il Southern Wind 105 Taniwha, quarta unità della serie 105 e anche la più leggera. È un blue water cruiser comodo e performante, progettato per le alte velocità anche sulle lunghe distanze. Costruito in carbonio è firmato da Nauta Design e Farr Yacht Design. Dall’Inghilterra arriva il nuovo Oyster 595, barca che ha avuto subito successo, con 16 unità vendute prima che lo scafo n° 1 venisse varato. Come ci spiega la nostra tester Charlotte Thomas non è difficile capire perché questo cruiser da sogno è diventato così popolare. E infine Fuoriserie e Bellissima sono le due anime di ogni modello Italia Yachts. Per la prova del 14.98 abbiamo navigato con lo scafo n° 4, che ha coperta race e interni cruiser. Un ibrido che soddisfa i più comodi, diverte l’armatore e va molto veloce.

Per gli appassionati di tecnica e vela da non perdere il servizio sul foil. Sono passati dieci anni da quando sono stati fatti i primi esperimenti di foiling per barche di Coppa America, fino ad allora era una tecnica poco usata. Adesso tutto deve “volare”. Per chi invece preferisce il fascino delle barche d’epoca vi presentiamo Postalino, uno dei più affascinanti motoryacht ultracentenari presenti in acque interne. Lungo 10,50 metri e largo 2,50, è stato costruito in legno a fasciame nel 1917 dallo storico cantiere Camper & Nicholsons di Gosport, in Inghilterra.

Per lo sport vi raccontiamo le appassionanti cavalcate oceaniche di Mini Transat e Jacques Vabre e lo spettacolare ritorno in Coppa America di Alinghi, il team svizzero di Ernesto Bertarelli farà coppia con il team di F1 Redbull.

Editoriale

Un grande futuro è anche tradizione

di Antonio Vettese

Ci sono novità in casa Vela e Motore e le annuncio con orgoglio firmando questo Editoriale. Sono due notizie che considero due traguardi in cui mi sento coinvolto molto da vicino. Ho, infatti, dedicato a Vela e Motore una buona parte della mia vita: assunto nel 1988 ne sono diventato direttore responsabile nel 1994 fino al 2009, ruolo in cui sono tornato nell’ottobre 2020 e per questo ringrazio la casa editrice Sportcom per l’opportunità e la fiducia che mi ha dato in un momento difficile per tutti. È stato un gradito ritorno al mio vecchio amore.

Vela e Motore, la più antica rivista di nautica e di mare in Italia, entra con questo numero nel suo centesimo anno di pubblicazione, qualcuno avrà già notato in copertina una scritta con il numero 100. Poco, tanto, troppo? In un mondo in cui la parola innovazione è diventata un luogo comune quotidiano, un’età del genere fa paura. Eppure, è anche vero che il mondo contemporaneo ha sete di marchi stabili e riconoscibili. Vela e Motore è nata con la testata “La vela e il motore” come bollettino periodico dello Yacht Club Adriaco e ha accompagnato tutta la storia del diporto italiano, compresa la faticosa guerra mondiale di cui restano meravigliose copertine disegnate. È stata organo della Reale Federazione Italiana della Vela. Per alcuni anni si è chiamata Motonautica, con il sottotitolo Vela e Motore. Insomma, una rivista che amministra un patrimonio di tradizione importante che piano piano anche il mondo frenetico del digitale sta riscoprendo, nella sua caccia verso valori sicuri.

E adesso un’altra storia: era l’inizio degli anni 2000 quando Alberto Mariotti cominciava a frequentare i campi di regata con l’ambizione di raccontare il mondo della vela come fotografo. Nella perenne caccia a giovani talenti che rispondessero alle moderne necessità editoriali l’ho incontrato e convinto a legarsi alla sedia della redazione, come giornalista praticante. Poi ha fatto strada, sia nella rivista, sia nel variopinto mondo del diporto. Alberto è invidiabile per molti motivi: spiritoso, intelligente, preparato ma soprattutto magro e può permettersi doppia razione di primo. Si è occupato di Vela e Motore con piglio e dedizione per molti anni, senza mai mollare. Sono contento, questa è la seconda notizia, di presentarlo come nuovo direttore responsabile fin dal prossimo numero in edicola a marzo. Ci leggo un positivo avvicendamento, una successione. Se fosse un WhatsApp scriverei “Alberto take care”. Ma è anche naturale scrivere che sarò a disposizione per qualsiasi collaborazione, compatibile con le mie “nuove avventure”.

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