Vela e Motore di Marzo è in edicola!

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Editoriale

UN MESE DI EMOZIONI ALLO STATO PURO

DI ALBERTO MARIOTTI

Giancarlo Pedote che abbraccia il suo Imoca 60 Prysmian Group dopo aver tagliato il traguardo del Vendée Globe in ottava posizione. La vittoria di Luna Rossa per 7-1 della Prada Cup contro gli inglesi che ci regala la finale di Coppa America contro i neozelandesi. L’urlo di Francesco Bruni a microfoni aperti «fantastico, fantastico, è bellissimo!» e la promessa affidata a un video appena sceso dalla barca, con ancora il casco in testa: «faremo di tutto per vincere la Coppa, vi prometto che non lasceremo nulla al caso. Ci dovranno passare sopra per vincere, ci dovranno scavalcare». Sono le emozioni più forti che la vela italiana ci ha regalato in un mese vissuto in trance, spesso di notte, tra gli arrivi del giro del mondo e l’inizio delle regate di Coppa America a Auckland, in Nuova Zelanda.

Se allarghiamo l’inquadratura su questo inizio d’anno le emozioni si moltiplicano e trova posto anche qualche brivido. Come quello provato il 17 gennaio per la scuffia di Patriot, l’AC75 di American Magic. Impossibile scordare i gommoni degli altri team che aiutano a tenerla a galla e dei velisti di Luna Rossa, Emirates Team New Zealand e Ineos a bordo per dare una mano. Nulla di straordinario, lo avrebbero fatto anche gli altri.

Ma questo non toglie forza alle immagini e ci ricorda che le undici persone d’equipaggio sono soltanto la piccola punta di un iceberg immenso. Lo spiega bene Terry Hutchinson, skipper ed executive director, a tutto il team raccolto di notte nel capannone con Patriot ferita sull’invaso: «quale incredibile sforzo da parte di tutti i presenti per riportarla al molo […] la nostra forza più grande sono le persone raccolte in questa stanza. Se faremo affidamento l'uno sull'altro e ci sosterremo a vicenda non sbaglieremo. Non cediamo perché questo problema può essere risolto, qui dentro abbiamo le capacità per farlo e dobbiamo solo fare quello che sappiamo per risolverlo […]». E lo conferma anche Max Sirena, team director e skipper di Luna Rossa Prada Pirelli: «non puoi basare un team del genere su una persona sola. Abbiamo 121 rockstar. Deve vincere il team, la barca con scritto Luna Rossa, non le singole persone».

Crediamo anche noi in questa visione. La vela ha molto da insegnare a tutti. Di Vendée Globe e Coppa America parliamo in abbondanza all’interno della rivista, dove trovate anche le prove delle cinque barche che hanno trionfato al premio European Yacht of the Year, un lungo articolo su come noleggiare online e un servizio sui migliori smartwatch per il diporto. E ricordate che vi aspettiamo online al Monday Night Cup tutti i lunedì alle 21:30 sulla nostra pagina Facebook per parlare di vela, Coppa e molto altro con i nostri super ospiti.

Buon vento e buona lettura!

Opinione

PERINI NAVI: È ALLEANZA TRA PEROTTI GALASSI

di Antonio Vettese

C’era una volta a Viareggio una bella fabbrica di navi a vela, erano costruite per gli armatori più ricchi del mondo, sportivi e non. Nomi? Due le ha possedute Berlusconi: Morning Glory e Principessa vai via, Larry Ellison patron di Oracle ama navigare Perini e nella pancia del cantiere c’è un sessanta metri in costruzione per lui, che si aggiunge nella sua flotta al 115 metri a motore Musashi. C’è Seven di Ennio Doris, c’è stato Thomas Perkins con il suo rivoluzionario tre alberi a vele quadre Maltese Falcon.

Fabio Perini sapeva fare le barche in maniera particolare: erano a vela con tutte le ambizioni di comfort possibile, ha inventato una serie di automatismi per togliere all’equipaggio delle fatiche importanti. Capita che lo scopritore di un oggetto finisca per esaurire la vena che lo ha portato al successo. Che non sappia interpretare e giuntare i componenti i pezzi delle sue idee. Fabio Perini non solo per crisi di identità ha ceduto la gestione del cantiere alla Famiglia Tabacchi, che ha scelto Lamberto Tacoli come manager. Intanto un dato di fatto: il mercato di riferimento per queste navi si è ridotto e molti armatori hanno tradito per scegliere la navetta o l’explorer.

Quando succedono queste cose è possibile che sia una scelta di vita ma anche che manchi il prodotto giusto che faccia traccia e la vela è stata un turbine di illusioni tecnologiche che hanno preso una direzione contraria, che per il marketing moderno pare più efficace. Dopo un anno di tira molla sappiamo che Perini Navi è fallita, come al solito si levano i cuori “fiore all’occhiello dell’industria italiana” poi scendono le mazzate: “il fallimento di un certo modo di fare industria, un disastro italiano” i sindacati non sono andati leggeri. Forse qualche elemento di verità lo raccontano. Negli ultimi anni la nuova gestione dell'azienda ha davvero usato una maniera (parola scelta apposta) tutta italiana, costruita su eventi, relazioni costose, incontri costosi. Uno schema che piace tanto agli operatori del lusso di cui Perini potrebbe essere la prima vittima, quella che spiega al mondo che ormai è finito quel modo di fare, ricordo degli anni ottanta. Per tenere in vita il cantiere si sono presentati diversi imprenditori: Massimo Perotti di Sanlorenzo, Alberto Galassi del Guppo Ferretti, Il gruppo Palumbo: per tutti la cifra di cui disporre è un po’ alta, è debito accumulato in anni senza vari, 100 milioni di euro.

Alla fine è alleanza tra Massimo Perotti e Alberto Galassi, che fino al giorno prima non avrebbero diviso un parabordo con i nemici. Massimo Perotti dice da tempo che questa è la sua sfida, che vuole Perini per dare al gruppo quel tocco esoterico che può dare. Galassi ci sta, gli obiettivi sono quel lusso che sfugge alla sua produzione.

Contenuti

Il nuovo numero Marzo 2021 è in edicola con uno articolo speciale sul Noleggio Online: non serve essere lupi di mare per mollare gli ormeggi, basta affidarsi alle piattaforme giuste che, specie in questi tempi di incertezze, sappiano suggerire imbarcazioni e itinerari in tutto il mondo e in maniera protetta. Alla base organizzazioni snelle, prenotazioni veloci e grandi community che ne determinano la trasparenza. Nel nostro articolo analizziamo le piattaforme principali. E per chi ama gli smartwatch ecco i modelli principali con cartografia, funzioni speciali per la partenza delle regate e indicazioni tattiche. Gli smartwatch per il diporto sono sempre più belli e completi. Infine Paolo Gatti di Indemar ci spiega come funziona il sistema ClearLine, che purifica l’acqua degli impianti evitandone il blocco a causa di alghe, denti di cane e sporcizia. Un apparato ecologico, compatto e facile da installare anche in retrofit.

Nella sezione test pubblichiamo otto barche per sognare. Iniziamo dalla vela con la prove delle cinque barche che hanno vinto l’European Yacht of the Year. Il Contest 55CS ha trionfato nella categoria Luxury Cruiser: un progetto semicustom per lunghe navigazioni con costruzione garantita dal Lloyd’s Register. Ha interni panoramici e armatoriale con vetrata verso poppa. Il Boréal 47.2 ha vinto tra i Bluewater Cruiser e sfoggia scafo in alluminio, deriva sollevabile, daggerboard e protezione contro il freddo. Il 14 metri francese fa subito venir voglia di partire per mete lontane. Il Dragonfly 40 ha prestazioni da trimarano con una larghezza da monoscafo. Lo yacht danese, vincitore nella categoria Performance Cruiser, brilla per qualità tecniche, doti marine e la praticità degli scafi ripiegabili. Prestazioni, feeling al timone e costruzione: il Bavaria C42 disegnato da Cossutti è il più azzeccato della nuova linea del cantiere tedesco. Si è aggiudicato la combattuta categoria Family Cruiser. E infine il Saffier SE 27 L, veloce, divertente e bellissimo. Un daysalier che seduce grazie alle qualità marine. Paragonabile al piacere di guida di un’auto sportiva, ha vinto nella categoria Special Yachts.

E ora passiamo al motore con il Cetera 60, yacht italiano firmato da Francesco Guida dal layout innovativo, che razionalizza ogni spazio in funzione di una vivibilità totale ispirata in maniera esplicita all’architettura domestica. Negli interni tre cabine: una master, una Vip e una ospiti con letti affiancati, tutte con bagno privato. Il nuovo 43wallytender è un veloce, potente, esclusivo runabout di 13 metri capace di coprire più ruoli: day-boat per la famiglia, tender per superyacht e barca appoggio. La versione base è proposta con due Volvo Penta diesel da 380 cv. E infine il Bayliner Trophy CC22, un natante che non delude proponendo una mezzo per i pescatori, ricco di spazi versatili che ben si adattano anche alla crociera.

Chiudiamo con lo sport raccontadovi l’incredibile epilogo del Vendée Globe con otto skipper che hanno finito il giro del mondo in 80 giorno e una classifica decisa solo grazie a distacchi minimi e abbuoni di tempo. Ha vinto il francese Bestaven con il nostro Giancarlo Pedote in ottava posizione. E infine Coppa America, con il racconto della Prada Cup e della bella vittoria di Luna Rossa contro gli inglesi di Ineos Team UK.

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