26 febbraio 2019

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La primavera è sempre più vicina, navigate a bordo di Vela e Motore

Editoriale

Porti turistici, un’opportunità non un cancro

Spiace leggere un nuovo attacco al settore della nautica. Questa volta se ne occupa il Fatto Quotidiano in un articolo del 13 febbraio scorso a firma di Fabio Balocco dal titolo “I porti turistici sono il cancro delle nostre coste. Un bel regalo per mafie e privati” in cui l’autore punta il dito indistintamente contro i porti turistici causa “di privatizzazione di beni comuni, alterazione di territorio e ambiente, graziosi regali dei politici: significano anche (come spesso accade in Italia, dove domina il cemento) criminalità organizzata, in particolare ’ndrangheta”.

Gentile signor Balocco, è vero troppo spesso i nostri porti sono stati e sono tuttora oggetto di interessi a dir poco “non trasparenti”. La cronaca è fitta di casi infelici in cui corruzione, scelte urbanistiche sbagliate, gioco degli appalti, potere malavitoso e non solo, provocano danni enormi. Forse lei ignora però l’importanza e il peso che hanno sull’economia italiana. Ci sono paesi a noi vicini (Francia, Spagna, Croazia, Montenegro, Grecia, Turchia, ma anche Medio Oriente e Nord Africa) che, da tempo, hanno saputo coglierne i vantaggi soprattutto a livello occupazionale. E in un Paese come il nostro, quasi un’isola con i suoi circa 8.000 chilometri di coste (mai valorizzate sensatamente), e affamato di lavoro, una riflessione è d’obbligo.

I porti quando ben gestiti, e nella maggioranza dei casi lo sono, rappresentano un’opportunità non un cancro: cento posti barca generano venticinque posti di lavoro (per non parlare dell’indotto). Un quadro non trascurabile in un contesto, soprattutto se riferito al Mezzogiorno, in cui il turismo è una delle maggiori risorse. Inoltre, la nautica insieme al settore balneare, alla crocieristica, al charter e alla portualità turistica (che altro non è che un’impresa ricettiva al pari di alberghi, villaggi vacanza e campeggi) rappresenta il 31 per cento del totale degli introiti del Bel Paese. Una percentuale ben più alta rispetto ad altre forme del comparto (artistico, montano o religioso) ed è e sarà uno degli asset meno coinvolti nella trasformazione che la tecnologia 4.0 sta provocando a livello occupazionale.

Non cada nella trappola della triste equazione porti turistici = enclave per ricchi. Basta dare un’occhiata alle tante barche di piccole e medie dimensioni che popolano i nostri marina perché si possa rendere conto della ragione di queste strutture e di quanto la nautica, checchè se ne dica, sia anche molto popolare. Un modo come un altro per godersi qualche week end e le vacanze al mare. Provi a farlo anche lei, si arrabbierà di meno.

Contenuti

C’è profumo di mare nell’aria e in questo annuncio di primavera la fantasia vola: quale barca per la stagione alle porte? Tra vela e motore iniziamo con una guida all’acquisto di 24 pagine ricca di novità per scoprire il modello che fa per voi.

A tu per tu con Guido Paolo Gamucci, armatore del nuovo Mylius 60’. Arrivato alla decima esperienza da armatore, ha scelto il cantiere emiliano per quella che definisce l’apoteosi delle sue barche: un 60’ full carbon con chiglia basculante e prestazioni da urlo.

Lorenzo Isalberti, patron di Ingemar, ci racconta quarant’anni di attività, circa 150 installazioni all’anno, ovunque vi sia acqua, unite a capacità tecniche e flessibilità progettuale. Sono i punti di forza dell’azienda tra i leader nel mondo nel settore di strutture galleggianti, ormeggi e impiantistica.

Grandi novità nella sezione prove. Vi portiamo a bordo di Freedom il 27 metri di Roberto Cavalli che fa parte della serie di Cerri Cantieri Navali dedicata ai progetti full custom. Nato da un’idea dello stilista, sviluppata in collaborazione con Tommaso Spadolini, ha scafo e sovrastruttura in alluminio e interni audaci, creati per stupire.

Dalla Francia il cantiere Jeanneau propone il nuovo NC 33 con soluzioni di versatilità sia in coperta che sotto. e tanta abitabilità: in quasi nove metri due vere cabine con letti matrimoniali e un bagno con doccia.

Dopo il Next 370 SH e il 290 SH ecco il piccolo di casa Ranieri International. A bordo si apprezzano soluzioni e volumi superiori rispetto a barche di pari dimensioni.

La magia di “volare” a bordo del Neel 65E, un trimarano con spazi impressionanti, che si distingue per l’armatoriale sul ponte principale e vetrata panoramica del salone. Lo abbiamo provato con 16 nodi di vento e il log spesso oltre i 10 nodi e lo scafo sopravento fuori dall’acqua.

Ancora vela con l’X4. Un performance cruiser di classe per lunghe crociere in equipaggio ridotto e qualche regata. Si distingue per il design sobrio, l’elevata qualità di costruzione e le prestazioni, ottime anche con poco vento. Sottocoperta tre cabine e due bagni

Dulcis in fundo, per una primavera sull’onda ecco lo speciale gommoni. Ventitré novità, al limite dei dieci metri, tra cui selezionare il modello giusto. Per la crociera, la pesca o solo per andare a zonzo il mercato offre prodotti maturi che nulla hanno da invidiare alle imbarcazioni tradizionali.

Buona lettura!




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