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Rolex Sydney Hobart, 70 anni di vela estrema

24 dicembre 2014
Alberto Mariotti
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    Brutale, affascinante, pericolosa, molto attraente. Lunga 628 miglia, la Rolex Sydney Hobart prenderà il via il 26 dicembre alle ore 13:00. C'è anche l'italiano Giancarlo Simeoli su Brindabella. È una delle regate oceaniche più brevi ma anche più ambite e temute al mondo... di Alberto Mariotti

    Rolex sydney hobart, 70 anni di vela estrema

     

     

     

    Brutale, affascinante, pericolosa, molto attraente. Lunga 628 miglia, la Rolex Sydney Hobart prenderà il via, puntuale come sempre, il prossimo 26 dicembre alle ore 13:00. È una delle regate oceaniche più brevi ma anche più ambite e temute al mondo. La rotta prevede il passaggio nello stretto di Bass, tra Australia e Tasmania, luogo dove correnti marine e d’aria con la collaborazione dei bassi fondali possono portare a condizioni di mare e vento imprevedibili e pericolosi. Quest’anno la regata raggiunge l’importante traguardo dei 70 anni, e da quello della fondazione, il 1945, non è mai saltata un’edizione. Una regata dove lo spirito sportivo e il gusto della sfida prevalgono su tutto. Proprio per questo la Rolex Sydney Hobart attrae ogni anno armatori e velisti da tutto il mondo, che si ritrovano in Australia per dare il meglio di sé stessi e andare più forte possibile. Poco importa se a bordo di un 30’ o di un 100’. L’importante è esserci, partire e soprattutto arrivare.

     

    La regata offre agli appassionati storie umane incredibili, come quella di Tony Cable, skipper di Duende, che il prossimo 26 dicembre partirà per la 49° volta. O come quella di Syd Fisher, che con i suoi 87 anni sarà lo skipper più anziano a partecipare (e per la 46° volta). E poi ci sono le storie delle barche, altrettanto avvincenti, come il Peterson 44 Bacardi di Martin Power, la barca ad aver partecipato più volte: questa sarà la 29°. Lo Sparkman&Stephens 47 del ‘73 Love & War di Simon Kurt è una delle sole due barche aver vinto la regata tre volte: le prime due con il padre di Simon nel 1974 e 1976 e una con Lindsay May nel 2006. Il vincitore del 2008, il TP52 Quest, prenderà il via con il nome di Balance nelle mani dell’armatore Paul Clitheroe. Primitive Cool di John Newbold vinse nel 2010, all’epoca si chiamava Secret Mens Business 3.5 ed era di Geoff Boettcher. Serve altro per definire la potenza e il fascino di questa regata, di questa terra e di questi velisti? No, anche perché mancherebbe lo spazio per raccontarle tutte.

     

    Nel corso degli anni la Rolex Sydney Hobart è diventata nota anche per l’imprevedibilità del meteo, che in qualche occasione ha portato a condizioni estreme, e per fortuna solo raramente, a vere e proprie tragedie, come quella del 1998 dove si registrarono venti fino a 80 nodi (la media fu di 60) e onde fino a 20 metri. Sette yacht vennero abbandonati, cinque affondarono e ben sei persone purtroppo persero la vita. Quell’edizione fu vinta dall’Hick 35 Luna Sea, all’epoca armata da Ed Psaltis e Bob Thomas. La barca, oggi di James Cameron, sarà di nuovo al via (lo scorso anno si ritirò a causa di un’avaria al timone). Su internet si trovano foto impressionanti della tempesta e delle barche alle prese con onde enormi.

     

    2014, anno di record: 117 iscritti

    Per il 2014 ricordatevi il numero 117. Un numero che è già un record. Negli ultimi dieci anni infatti mai si era arrivati a un così elevato numero di partecipanti. L’ultima volta era stato nel 2004 con 116 barche, di cui solo 59 terminarono la prova a causa delle tremende condizioni. Tra gli iscritti di quest’anno ci sono yacht che prevengono da 10 nazioni diverse e da tutti gli stati australiani. Tra questi ci sono ben cinque maxi da 100 piedi che si sfideranno per andare più forte degli altri e di sempre. Il record da battere è infatti di 1 giorno, 18 ore, 23 minuti e 12 secondi e appartiene a Wild Oats XI.

     

    L’ultimo maxi a essere stato varato è Comanche, il nuovo 100’ di Jim Clark e guidato dallo skipper Ken Read, uno che di oceano ne sa parecchio. Una macchina da guerra progettata con un solo obiettivo, distruggere ogni possibile record in giro per il mondo. Il suo armatore, scherzando ma neanche tanto, ha detto che “se la barca non ha il peggior rating possibile allora i progettisti non hanno fatto un buon lavoro”. Questo è lo spirito con cui è nato Comanche presso il cantiere americano Hodgdon Yachts, nel Maine. L’unico problema che potrebbe avere il maxi è la gioventù, visto che è stato varato soltanto a settembre e ha ancora poche miglia alle spalle e la messa a punto di yacht del genere richiede tempo e navigazione.

     

    Fattori che hanno dalla loro parte i suoi avversari: Wild Oats XI di Bob Oatley, Ragamuffin 100 di Syd Fischer, Perpetual Loyal di Anthony Bell e Rio 100 (ex Lahana) di Manouch Moshayedi. Quella del 2014 sarà anche il debutto per la Corinthian Division, dedicata a barche ed armatori standard, che conta ben 36 iscritti. Un bel post del blog Chevalier&Taglang li confronta tutti e cinque analizzandone caratteristiche tecniche.

     

    Evoluzione del record

    Per quanto riguarda il record, nella prima edizione del ’45 il vincitore Rani impiegò 6 giorni e 14 ore. Nel 1946 Morna scese a 5 giorni e 2 ore, e sempre la stessa barca due anni più tardi scese a 4 giorni e 5 ore. Morna e, in tempi ben più recenti, Wild Oats XI sono le uniche due barche ad aver battuto sé stesse e migliorato il record due volte. Il maxi di Bob Oatley ci è riuscito nel 2005 e nel 2012, battendosi per una manciata di ore. Il 1957 fu la prima volta che si scese sotto ai 4 giorni (Kurrewa IV) mentre fu solo nel 1975 che s’impiegò meno di 3 giorni (Kialoa III). La prima barca a scendere sotto il muro di 1 giorno è stata Nokia nel 1999.

     

    Al via anche un italiano

    È Giancarlo Simeoli, che navigherà a bordo di Brindabella, un Jutson 80 di Jim Cooney, nel ruolo di responsabile incaricato del timone di giorno e scotta randa di notte. Giancarlo ha detto che “il sogno che da ragazzo, nato in Trentino, mi  ha avvicinato allo sport della vela è diventato realtà e da 5 anni si ripete e rinnova la sua sfida nell'oceano del sud Australia. Un totale di 4 regate finite e 1 Dnf, per la rottura della randa. All’attivo ho anche una vittoria di classe in Divisione 1. Il progetto iniziato 6 anni fa, con la difficoltà di iscrivere una barca tutta italiana, mi ha fatto capire che sarebbe stata una sfida da subito difficile. Mi sono anche trovato ad essere l'unico italiano che partecipava a questa affascinante regata. E anche quest'anno lo sono. Sarà il 70° anniversario della manifestazione e noi festeggeremo i 21 anni di Brindabella, gloriosa barca che ha anche il suo record overall alla Hobart in 1 giorno, 20 ore, 46 minuti e 33 secondi.  Brindabella ha una sua storia gloriosa ed è un gioiello della classe maxi, ma ha bisogno di molti uomini per essere manovrata al meglio nel ribollente stretto di Bass. La barca è un continuo laboratorio e anche quest'anno ci sono molte cose da preparare anche perché saremo 25 nel team con le conseguenti problematiche di comunicazione e sicurezza”.

     

    Brindabella persegue anche un progetto sociale, con una raccolta fondi per la KPMG in aiuto dei bambini aborigeni (http://www.kpmg.com.au/) e un progetto in difesa delle tartarughe http://www.oceancrusaders.org/

     

    Per seguire la regata in tempo reale il sito è http://www.rolexsydneyhobart.com/tracker/

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