01 novembre 2018

Fairline Targa 43 Open, la prova

Un open inglese, firmato da Alberto Mancini, per un equipaggio familiare. Negli interni due cabine e due bagni, tanta luce e altezze da yacht di dimensioni superiori. Con due Volvo Penta Ips 435 cavalli cad. abbiamo sfiorato i 30 nodi di massima
Una raffinata barca britannica. Non per niente il Targa 43 Open, ultimo modello Fairline, ha conquistato il World Trophies all’ultimo Cannes Yachting Festival dello scorso settembre per il migliore design degli esterni nella categoria tra i 14 e 18 metri. Uno scafo che è la rivisitazione totale del “vecchio” 43 e che, pur senza vantare nulla di rivoluzionario, ha il merito di smuovere le acque, e lo stile, in un settore, quello dei motoryacht di taglia media, che non brilla di novità.

D’altronde anche questo Tara 43 è nato sul tavolo di Alberto Mancini, un designer italiano, che firma molte creature del cantiere britannico. In effetti l’impronta dell’italian style si percepisce a prima vista: linee tese raccordate con curve avviate per creare un impatto di indubbia efficacia visiva senza mai dimenticare l’eleganza di un’estetica ispirata alla purezza dell’essenziale. Giusto anche ricordare che in questo caso le pur ridotte dimensioni dello scafo mettono in evidenza il razionale sfruttamento dello spazio con tanti gavoni e vani per sistemare e accogliere tutte le necessità di un equipaggio che, in un gruppo familiare, vede la sua più naturale opzione. Questo Targa, infatti, sembra proprio concepito per un equipaggio ridotto.

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