31 October 2018

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Editoriale

Il FUTURO È IN EUROPA

Europa e Nord America, interpreti della ripresa del settore nautico. È quanto espresso da Lorenzo Pollicardo (segretario generale di Nautica Italiana, consulente di Confederazione Nazionale Artigianato, della sezione Yacht Federagenti), nel “Focus Italia” che pubblichiamo a pagina 10 dal titolo “L’orgoglio dei primi, la responsabilità dei grandi”. Un intervento per evidenziare i successi dopo il decennio di crisi del comparto nautico italiano con una situazione che promette prospettive sempre migliori. “I mercati più tradizionali di Europa e Nord America, a noi più consoni, sono nuovamente gli interpreti di una maggiore stabilità, con una domanda ricca e qualificata”. Un’opinione controcorrente in tempi in cui innalzare il vessillo europeo non è molto popolare ma provoca discussioni e polemiche.

Ma quale sarebbe la situazione della cantieristica italiana se non esistesse l’Unione di paesi diversi che, pur con difetti e carenze, conserva il centro di gravità di forze grandi e contrastanti capaci di disegnare il futuro di cantieri e aziende? Un’Europa frammentata da confini, senza il Trattato di Schengen, con l’imposizione di dazi da una nazione all’altra, sarebbe solo antistorica e disastrosa per la nostra industria. Nell’epoca della globalizzazione, delle sfide a livello planetario, che in ambito industriale e commerciale vedono i deboli soccombere ai grandi, non è auspicabile un ritorno a un continente diviso incapace di sostenere sfide senza poter contare su forze comuni. Così come l’impatto di uno dei punti di forza della cantieristica nazionale, il made in Italy, rischierebbe di essere vanificato.

Anche se l’idea di Europa non è più di moda, gli europei possono vantare una qualità di vita superiore rispetto a chi vive in qualsiasi altra parte del pianeta. E non solo, la collaborazione con altri paesi ha offerto all’Italia una forza contrattuale maggiore di quella che avrebbe potuto esercitare in solitudine. Ma ora, tutti questi successi sono minacciati: vengono messe in discussione le diversità, quelle differenze che i fondatori dell’Europa Unita non consideravano come una minaccia ma come l’essenza di un progetto da rispettare e coltivare.

Navighiamo in mari agitati in condizioni meteo estreme. Non lasciamo che il sogno si trasformi in un incubo.

Contenuti

Protagonista della copertina, vincitrice del Premio Barca dell’Anno 2018 e per voi in esclusiva la prova del Grand Soleil 48 Race. La barca più attesa della stagione provata dal nostro Alberto Mariotti a Barcellona. Grintosa, cattiva, è la barca giusta per vincere in regata e nella versione Performance, il nuovo 48’ parla anche il linguaggio dei crocieristi.

Ricca a dir poco la sezione test con una carrellata di novità. Cominciamo con uno yacht da sogno, è proprio il caso di dirlo, Stella di Mare Explorer di 40 metri costruito da CBNavi per un armatore italiano che ama esplorare con famiglia al seguito.

Scendendo un po’ di taglia, la proposta è il Fairline Targa 43 Open, un open inglese, firmato da Alberto Mancini. Negli interni due cabine e due bagni, tanta luce e altezze da yacht di dimensioni superiori.

Gli amanti della pesca e della crociera costiera troveranno nel Parker 660 WE il modello giusto. Costruito in Polonia si distingue per prestazioni e volumi in cabina. Attrezzato con cuccetta doppia, bagno e un pozzetto generoso, raggiunge i 33 nodi di massima con un Evinrude G2 150 cv

Tre i gommoni per gli appassionati del genere. Partiamo con un bolide: il Tempest 50 con motori Yamaha V8 XTO Offshore. Un battello luxury sviluppato dal cantiere Capelli per il nuovo fuoribordo giapponese da 425 cavalli, il primo V8 4 tempi a iniezione diretta. Ne monta addirittura quattro, per 1.700 cv totali, un record per il nostro mercato. Un’accoppiata esplosiva con velocità vicine ai 53 nodi…
La seconda proposta è il Ranieri Cayman 38 E, nato per la crociera d’altura con dotazioni da “grande”. Lungo 11.70 metri, è omologato come natante. Con due Suzuki da 350 cavalli sfiora i 51 nodi.
Infine, mito degli anni ’80/’90, Marshall rinasce e rilancia con una gamma completa di battelli, essenziali e sicuri, da 5,5 a 9,30 metri (Marshall M4 e M2), abbinati ai fuoribordo giapponesi Suzuki.

Ancora vela con il Daysailer Saffier 37 L. Con ottime qualità costruttive e doti veliche, si distingue per la posizione avanzata delle due ruote, che libera spazio in pozzetto, e per gli interni raffinati capaci di ospitare fino a quattro persone.

Come appassionare le nuove generazioni alla vela? Ce lo raccontano cinque famosi designer: Giovanni Ceccarelli, Matteo Polli, Marco Lostuzzi, Alessandro Vismara e Alberto Simeone, intervistati da Lorenzo Argento. Leggete e divertitevi.

Guai in vista per chi ha scelto la bandiera olandese e belga Non è, infatti, più possibile iscrivere le imbarcazioni italiane nei rispettivi registri. Vediamo, con il nostro esperto, come tornare alla bandiera nazionale.

Dulcis in fundo, nello spazio Come eravamo, il piccolo Fiart Graziosa Picnic, un originale "barchino prodotto in serie comodo e sicuro. Dalla linea molto piacevole, priva di pretenziosità, ma con buone qualità marine. Lungo solo quattro metri e dieci centimetri, può ospitare cinque o sei persone. Correva l’anno 1970….

Buona lettura!

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