03 luglio 2017

Il VHF con sistema DSC non è obbligatorio

Possiamo salpare tranquilli, smentite le voci che davano per obbligatorio il sistema DSC (Digital Selecting Calling) sull'apparato VHF

Avevamo già scritto nel nostro sito e nelle pagine del nostro giornale che la notizia sull’imminente obbligo della dotazione del VHF, col sistema DSC (Digital Selecting Calling), apparsa qualche mese fa su molti giornali, non aveva alcun fondamento. Un’imposizione del genere avrebbe creato molti problemi, soprattutto perché, il patentino limitato RTF (conseguito senza esami, per il VHF) non è valido per il sistema DSC che richiede, invece, un’abilitazione specifica per niente facile da conseguire sia per la complessità delle materie d’esame sia per la tipologia dell’esame stesso.

Avevamo anche anticipato che era nelle intenzioni dell’Amministrazione studiare la possibilità, com’è avvenuto per il settore della “pesca professionale”, di semplificare il percorso abilitativo dei diportisti, per consentire l’accesso a un sistema di sicurezza in mare, per la chiamata di soccorso, molto efficace e al passo con gli sviluppi tecnologici raggiunti nel settore delle comunicazioni.

In risposta a un diportista che chiedeva informazioni sull’argomento, la Direzione Generale, divisione 7, del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti (MIT), ha recentemente fornito chiarimenti che vanno nella direzione di quanto abbiamo sopra esposto.

Riportiamo alcuni passaggi significativi.
Innanzitutto, non esiste ancora alcuna nuova normativa definita e avviata alla pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale, come invece qualche organo di stampa aveva paventato. La materia è oggetto di studio e valutazione, di confronto tra i Ministeri interessati, e “non è interesse dell’amministrazione – così la Direzione del MIT - avviare procedure di revisioni normative che mettano repentinamente in difficoltà l’utenza diportistica”.

Il Ministero è al lavoro per trovare il modo migliore per combinare la necessità di aumentare la sicurezza in mare, obiettivo principale della pubblica amministrazione, con l’esigenza di non aggravio per i diportisti. La possibilità di realizzare “percorsi di adeguamento semplificati per gli operatori radio del diporto, a similitudine di quanto previsto in passato per altri settori (pesca)”, è un’ipotesi tra le più accreditate.
Infine, viene ribadita l’intenzione di “non pesare eccessivamente con oneri amministrativi ed economici sull’utenza stessa”.
Ed è un bel segnale da parte dei nostri amministratori.

Christian Signorelli

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