di Alberto Mariotti - 02 October 2018

Azimut S6, tre IPS700 e oltre 35 nodi di velocità massima

Tripla motorizzazione IPS700 e carbonio su sovrastrutture e plancetta per il terzo modello della Collezione S. Un 18 metri capace di superare i 35 nodi di velocità massima con un’agilità da record
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    L’S6 è stato presentato in anteprima mondiale al Cannes Yachting Festival insieme ai due Azimut Grande 25 Metri e 32 Metri. Il nuovo coupé lungo 18 metri fuori tutto fa parte della Collezione S, alla quale appartengono anche l’S7 e il 77S. Il salone francese è stata anche l’occasione per fare il punto sulla situazione del cantiere: Azimut|Benetti - come recita la nota ufficiale - ha chiuso l’esercizio con un valore della produzione stimato a 850 milioni di euro (+18 per cento a cambi costanti rispetto all’anno precedente) e un Ebitda adjusted (il margine operativo lordo) pari a 50 milioni di euro. In crescita anche i volumi, che si attestano a 261 nuove unità. Il Gruppo ha investito oltre 104 milioni di euro nel triennio passato, di cui 32 in capacità produttiva e i restanti 72 in rinnovo della gamma. Nel prossimo triennio 2019-2021 saranno investiti ulteriori 122 milioni di euro, di cui 28 in capacità produttiva e i restanti 94 in rinnovo gamma, relativi allo sviluppo di 10 modelli Azimut Yachts e 7 Benetti.

    La barca ha un layout a tre cabine e due bagni, spazio per il marinaio a prua e un garage per stivare un tender a idrogetto fino a 3,3 metri di lunghezza. Il progetto è firmato da Stefano Righini per le linee esterne e Francesco Guida per gli interni, autore anche dell’S7. Come ci ha raccontato Francesco Boromei, Marketing Director di Azimut Yachts «l’idea è caratterizzare gli interni di ogni gamma con un designer importante, mentre Stefano Righini rimane la firma di riferimento per gli esterni delle gamme Fly, Grande e S».

    FIBRA DI CARBONIO E TRE MOTORI IPS700
    Tra i punti di forza dell’S6 citiamo la tripla motorizzazione IPS700 (il motore è il Volvo Penta D8 da 7,7 litri e 6 cilindri in linea da 550 cv) e l’utilizzo del carbonio per sovrastruttura, plancetta di poppa, garage, tettuccio apribile e parte del ponte di coperta. Azimut ha iniziato a utilizzare questa fibra nel 2015 con il modello 72 Fly fino a esporre al recente salone di Cannes ben 11 modelli, su un totale di 18, laminati con parti di carbonio. I manufatti così realizzati pesano circa il 30 per cento di meno, è quindi possibile aumentare superfici, altezze e volumi senza incidere negativamente sul peso della barca e sul baricentro, a tutto vantaggio delle prestazioni, con un comportamento in mare agile e confortevole.

    Inoltre il carbonio è meno soggetto a deformazioni dovute alle elevate temperature tipiche della stagione estiva e delle zone caraibiche. Per lavorare questo materiale il cantiere ha di recente inaugurato un nuovo forno, una struttura lunga 26 metri per 8 di larghezza e 6 di altezza dove 24 ventilatori controllati da altrettante termocoppie scaldano l’aria fino a 55° e la muovono a seconda della parte da trattare.

    Azimut usa circa 250 tonnellate di carbonio all’anno, quanto ne servirebbe, secondo i suoi calcoli, per costruire 2.500 Lamborghini! Sono inoltre 96 le tonnellate di peso risparmiate fino a oggi e che non “gravano” in mare.

    Tecnologia avanzata in plancia

    Azimut S6, tre IPS700 e oltre 35 nodi di velocità massima

    Proviamo la barca durante il salone di Cannes e insieme a noi c’è il comandante della barca, Giovanni Rapisarda, che ci conduce attraverso la tecnologia di questo yacht, concentrata nei display Raymarine, nell’Active Trim Control e nel joystick di comando, che nessuno osa più chiamare “di manovra” come si usava fino a qualche tempo fa perché, come vedremo a breve, sarebbe riduttivo. Lanciati a oltre 35 nodi di velocità massima (335 litri/ora di consumo) con autopilota inserito e joystick impostato nella modalità high speed il comandate finge un ostacolo improvviso e con il joystick compie una virata immediata, stretta e velocissima. La barca vira all’istante, si inclina all’interno ed evita l’ostacolo. Una volta riportato al centro il joystick, l’S6 prosegue in automatico sulla nuova rotta. Sembra di pilotare un aereo tanto veloce e spettacolare è questa modalità di guida.

    Farsi prendere la mano è facile e iniziamo a fingere ostacoli improvvisi uno dopo l’altro. Usato invece in modo più tradizionale, il joystick serve anche per comandare l’autopilota, impostando una nuova rotta: ruotandolo con un colpo veloce a destra o a sinistra si aggiusta la rotta di 1°, tenendolo girato per un secondo i gradi diventano 10°. Proviamo una virata più lunga, sempre a tutto gas, ma agendo sulla ruota, la barca vira di 360° con un raggio inferiore ai 400 metri perdendo circa 3 nodi di velocità.

    Grazie all’Active Trim Control la barca naviga sempre con l’assetto migliore, impostato in automatico, a seconda delle condizioni meteo e dell’andatura per garantire la migliore efficienza di consumo. Come ci spiega Federico Lantero, Brand Manager di Azimut Yachts, con l’S6 «non abbiamo ricercato le top performance pure (si riferisce a barche che superano i 40 nodi, n.d.r.), ma l’equilibrio migliore per uno vero sport coupé che ha nel consumo di carburante uno dei suoi migliori punti di forza. E comunque tocca i 35 nodi, non sono pochi».

    Un altro dei vantaggi dei 3 Ips700 è la grande coppia che erogano: partendo da fermi lo yacht plana in circa 6 secondi e raggiunge la massima in 35 secondi. Il regime di crociera è a 2.000 giri con una velocità di 19,6 nodi e un consumo di 175 litri/ora. E per concludere i display Raymarine, personalizzati nel software con l’introduzione dell’interfaccia Naviop per la gestione non solo della navigazione, ma anche di tutta la parte “domotica” della barca, come aria condizionata, impianti elettrico, idraulico, livelli vari e altro.

    Azimut S6, tre IPS700 e oltre 35 nodi di velocità massima

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