30 July 2018

Grand Soleil 34, la prova

Racer di razza ottimizzato per la stazza IRC e disponibile in versione Performance e Race tutto di carbonio. Design e costruzioni sono tipici di Cantiere del Pardo e la barca funziona bene anche
in classe ORC e in crociera grazie ai buoni volumi sottocoperta
Grand Soleil 34, la prova
Grand Soleil 34, la prova

Provate a immaginare un 34’ Performance con scafo in sandwich di vetroresina e resina epossidica/vinilestere con pescaggio standard di 2,17 metri e un dislocamento di circa 4.900 kg. E poi immaginate la stessa barca in versione Race: 900 kg più leggera e costruzione full carbon, albero maggiorato, bulbo a T con pescaggio più profondo e motorizzazione elettrica.
Non è immaginazione, ma quanto ha fatto l’ufficio tecnico di Cantiere del Pardo con il “piccolo” GS 34 progettato con la collaborazione dello studio Skyronlab Design e che replicherà con il nuovo Grand Soleil 48 appena sceso in acqua e disponibile nelle versioni Performance e Race, anche questa full carbon (architettura navale di Lostuzzi, interni e coperta di Nauta Yacht Design).

Il 34 è una barca dalla forte vocazione race da sfruttare anche per la crociera in famiglia grazie a interni completi e ben rifiniti con due cabine doppie (quella di prua in open space), bagno, cucina e zona carteggio separata.

Presentato la scorsa stagione, è arrivato alle regate del 2018 dopo aver attraversato un lungo, ma fruttuoso processo di ottimizzazione di piano velico e regolazioni durato quasi un anno con il supporto di velisti del calibro di Pietro D’Alì e Alberto Bona.

Ottimi risultati in regata

Grand Soleil 34, la prova

I risultati in regata parlano da soli, lo scafo N° 1 Aigylion è arrivato terzo alla 151 Miglia in classe ORCx2 con a bordo uno dei progettisti dello studio Skyronlab, Oris d’Ubaldo, e D’Alì e primo overall alla Roma x 2 con Bona e ancora d’Ubaldo. Ed è proprio quest’ultimo, fresco del podio alla 151 Miglia, che ci racconta i dettagli del progetto Race, la cui prima barca, Podracer, è stata varata a fine maggio: «non si tratta di un prototipo, ma di un vero e proprio progetto a sé sviluppato per rendere la barca, già molto performante nella sua versione base, ancora più spinta. Carbonio a parte, le altre differenze sono nell’albero più alto di 1,50 metri per issare una randa square top di 10 mq più grande e nella sua posizione arretrata, che ci ha permesso di aumentare di circa 20 cm la J (misura che va dalla landa di prua alla faccia prodiera dell’albero, n.d.r.) e avere quindi un fiocco di 4/5 mq più grande. Inoltre, ha un bulbo che arriva a 2,50 metri di profondità contro i 2,17 metri e monta un motore totalmente elettrico realizzato da Huracan Power. La versione Race ha lo stesso raddrizzamento della Performance, ma con molta più tela e meno peso. Avrà un rating elevato, ma con prestazioni eccezionali.

Il Grand Soleil 34, in entrambe le versioni, è stato sviluppato a partire da uno studio approfondito del regolamento di stazza IRC. Volevamo infatti dare al progetto un respiro internazionale: tutte le più importanti regate di altura si corrono infatti con quella stazza, dalla Giraglia alla Middle Sea Race fino al Fastnet. La barca funziona bene anche in ORC, regolamento con cui ha già dimostrato di poter vincere. L’idea era un modello vincente grazie a bellezza e livello estetico tipico dei prodotti italiani e che del Pardo è in grado di esprimere tanto nelle forme quanto nelle finiture. La barca ha prestazioni esaltanti, soprattutto in condizioni di vento duro a partire dalla bolina larga in poi. Per far bene in IRC abbiamo ridotto al massimo la lunghezza al galleggiamento in condizioni statiche, all’ormeggio la barca risulta molto appoppata: lo scafo si accorcia e il rating ne guadagna. In navigazione poi è facilmente trimmabile per riportarla sulle sue linee, un processo favorito, inoltre, dalla poppa molto larga che permette alla barca di appruarsi naturalmente».

Il GS 34 era stato nominato tra i Performance Cruiser dell’European Yacht of the Year 2017, ma ha avuto la “sfortuna” di trovare sulla sua rotta il Club Swan 50 che ha avuto la meglio sui suoi concorrenti, tra cui anche il JPK 45.

La prova

Grand Soleil 34, la prova

Navighiamo con lo scafo N° 1 prima del processo di ottimizzazione e al momento della prova - che si è svolta lo scorso ottobre - non tutto è ancora perfettamente a punto, come la timoneria a barra, a volte troppo frenata e poco sensibile. Ora, grazie anche al ricco pacchetto di informazioni ottenuto con D’Alì e Bona nel corso delle ultime regate, la barca ha ulteriormente guadagnato in facilità di conduzione e performance.

Siamo al largo di Barcellona in condizioni leggere, con vento tra 6 e 7 nodi e mare calmo, navighiamo sulla versione standard attrezzata con un ottimo livello di dotazioni tra cui albero e boma Axxon di carbonio, vele in laminato Olimpic Sails, elettronica Garmin con tre display Maxi all’albero, due barber per il fiocco al posto delle rotaie, winch Harken Performa, sartiame in dyform, drizze in Dyneema ed elica Gori a due pale abbattibili. Il bulbo è lo standard trapezoidale ottimizzato per la stazza ORC (quello a T per l’IRC è optional). A bordo siamo in quattro e di bolina navighiamo sopra i 5 nodi toccando i 5,3 nodi nei momenti di maggior pressione. Con il Gennaker avvolgibile arriviamo a superare i 6 nodi. A motore, con il Volvo da 20 cv navighiamo a 6,8 nodi a 2.200 giri con il livello di rumorosità pari a 70 dB a prua e 76 dB nella cabina di poppa.

I dati

Grand Soleil 34, la prova

Lunghezza f.t.m 10,70
Larghezzam 3,60
Pescaggio std/optm 2,17/2,50
Dislocamento chiglia stdkg 4.900
Serbatoio acquan.d.
Serbatoio carburanten.d.
MotoreVolvo Penta 20 cv
Omolog. CE categoriaA
ProgettoSkyronlab Design e Ufficio tecnico CdP

INDIRIZZI
Cantiere del Pardo, Forlì (FC),
tel. 0543 782404; www.grandsoleil.net
info@grandsoleil.it

COSTRUZIONE
Scafo e coperta in sandwich di vetroresina con utilizzo di resina epossidica e vinilestere. Per lo scafo vengono usati tessuti quadriassiali e unidirezionali. Paratie in composito e laminate a scafo. Compartimento stagno a prua tra gavone àncora e cuccetta.

PIANO VELICO
Albero alluminio in coperta con 2 ordini di crocette e paterazzo in Dyneema. Winch Harken 2 x 46STA per il trim; 2 x 35.2STA per la randa e 2 x 40.2STA per le drizze. Superficie randa mq 38, fiocco 105% mq 30; Gennaker mq 105.

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