di Alberto Mariotti - 18 maggio 2019

Swan 65, tutta la superprova

Scafo in pre-preg Sprint, coperta di carbonio, chiglia telescopica e la classica cura maniacale di Nautor’s Swan. Il nuovo performance cruiser progettato da Germàn Frers ha dato spettacolo durante la nostra prova a Barcellona
La nostra lunga stagione di prove non poteva iniziare meglio: la prima missione 2019 è infatti a Barcellona, per navigare con lo scafo #1 dello Swan 65, ultima novità del cantiere finlandese appena varata. Un performance cruiser di 20,11 metri personalizzato con chiglia telescopica, cabina armatoriale a prua e randa avvolgibile nel boma.

Il 65 è il secondo modello della gamma Swan Yachts (dopo il 78’) con le nuove linee messe a punto da Germán Frers. La gamma comprende oggi quattro modelli tra 54 e 78 piedi e in estate si amplierà con il nuovissimo 48’. Se per noi è un inizio con il botto, lo è anche per Nautor’s Swan, che ha in costruzione cinque nuovi modelli (Swan 48, 98, 120, ClubSwan 36 e ClubSwan 125) e nel corso del 2019 metterà in acqua oltre venti imbarcazioni. Arriviamo a Barcellona il primo giorno di primavera, le previsioni indicano sole e la voglia di togliersi l’inverno di dosso è così forte che per poco non lasciamo a terra pile e cerata.
Il sole c’è, ma la temperatura è decisamente fresca, il vento spinge e il mare dà bei colpi: l’abbigliamento tecnico è fondamentale!

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Nel 65 nulla è custom, molto è personalizzabile. La posizione della cabina è la scelta più importante per l’armatore, perché influenza l’ergonomia in pozzetto. Quando è a poppa infatti, il ponte di coperta viene modificato inserendo una panca trasversale che dà volume e aumenta l’altezza della cabina. La panca è a poppa di quelle classiche longitudinali e chiude il pozzetto, che diventa così più protettivo, soprattutto in caso di bambini. Una soluzione tanto apprezzata da essere stata scelta perfino su alcune versioni con armatoriale a prua, dove non servirebbe. La tuga rimane sempre la stessa, ora allungata verso prua e non più vincolata alla posizione dell’albero.

La seconda importante personalizzazione riguarda il pescaggio, con la possibilità di sostituire la chiglia fissa standard (3,50 metri) con una telescopica realizzata da APM. Il pescaggio si riduce da 4,2 a 2,8 metri e tutto il sistema è contenuto sotto ai paglioli, invisibile dal salone. Inoltre sono disponibili le chiglie Performance (4,00 m) e Shallow (3,00 m). Lo scafo è costruito in sandwich di vetroresina e Corecell con laminazione pre-preg Sprint e resina epossidica su stampo femmina, i rinforzi sono di carbonio, così come tutta la struttura e il ponte di coperta. Per lo scafo c’è l’opzione full carbon, ma per una barca del genere la Vtr è preferibile perché più capace di assorbire rumori e vibrazioni e per la facilità di riparazioni in caso di danni. Le linee del 65 partono dai medesimi concetti visti sul 78’, ma con un risultato estetico e funzionale che crediamo migliore. La barca è più elegante e in navigazione ci è sembrata molto equilibrata.
Partiamo dalla sede di EMV Marine, partner tecnico ufficiale del cantiere per il customer care con le basi spagnole di Palma di Maiorca e Badalona (Barcellona) dedicate al refit. La mattina inizia con poca aria, ma verso le 11:00 prende consistenza una decisa termica accompagnata da una potente onda lunga, un residuo della perturbazione appena passata.

Il “nostro” 65 è equipaggiato con albero di carbonio Hall Spars (lo standard è un Axxon) e boma con randa North Sails avvolgibile, una semi square top che in virata passa sotto al paterazzo, evitando di doverlo mollare ad ogni cambio di mura. Il punto di scotta è al centro del pozzetto e fisso, senza trasto. La cima del fiocco è molto diretta e lavora su due rotaie sistemate sulla tuga e una coppia di winch, a breve distanza dalle batterie di stopper. Ci sono poi due volanti che noi lasciamo a riposo, da usare soltanto con la trinchetta.

Dalle timonerie si governa il piano velico e la chiglia telescopica, mentre usciamo dal porto attiviamo il sistema e, premendo un bottone, pinna e siluro iniziano a scendere. Per questa operazione non serve essere fermi, è possibile farla fino a 3/4 nodi di velocità; in circa 60 secondi la chiglia raggiunge la massima estensione. C’è ovviamente una valvola manuale di sicurezza che toglie pressione al circuito idraulico e rilascia la chiglia in caso di guasto all’impianto.
Con un vento sui 13 nodi il 65 bolina fisso intorno ai 9 nodi con punte fino a 9,5 nei momenti di maggior pressione. Grazie alle due pale del timone il feeling alla ruota è sempre morbido e preciso e la barca in pieno controllo. La scotta della randa è gestita tramite un piccolo joystick che governa il captive winch Harken sistemato sotto ai paglioli della cucina (c’è anche la possibilità di avere un winch elettrico tradizionale al posto del punto fisso). La sua azione è fin troppo veloce e richiede un minimo di abitudine. Bordeggiamo per oltre due ore toccando la punta massima di 10,4 nodi al traverso in 17 nodi di vento.

Gestendo bene la randa lo Swan 65 si appoggia sulle linee senza esagerare nello sbandamento. Con un pozzetto così ampio si sente invece la mancanza di qualche punto d’appoggio da usare negli spostamenti che, soprattuttto con vento intenso e onda, possono diventare delicati. Con un Volvo Penta D3 da 150 cv e trasmissione in linea d’asse con elica a 4 pale abbattibili, la velocità di crociera è sui 9,5 nodi a 2.100 giri con un consumo di 10 litri/ora. Notevole la silenziosità, quasi si fatica a percepirne il rumore.
Come dicevamo, gli Swan 78 e 65 sono figli della medesima logica, che Vanni Galgani, product line leader della gamma Swan Yachts, (foto nella pagina a fianco) ci illustra: «quanto a forme e rendimento Frers si è ispirato alle carene degli ocean racer, ottimizzando lo scafo per dare il massimo comfort e prestazioni in crociera. La scelta dei due timoni non è una moda, ma una necessità legata al progetto della carena. Lo scafo non ha forme estreme, è largo ma senza eccessi e soprattutto non cambia assetto longitudinale quando sbanda, modificando la sua impronta in acqua per lasciarla sempre simmetrica: non affonda mai la prua né la solleva, eliminando di fatto il trascinamento di acqua a poppa.

La carena è stata infatti disegnata per uno sbandamento ottimale tra i 18° e i 20°. In passato le barche, anche le nostre, sbandavano di più e richiedevano azioni repentine in navigazione nel ridurre tela o mollare scotta randa, oggi le nuove forme perdonano il timoniere, lasciando più tempo per ragionare sul da farsi e non hanno alcuna tendenza nell’andare all’orza. I due timoni, inoltre, azzerano l’attrito: quello sopravento esce dall’acqua, quello sottovento diventa perpendicolare lavorando al massimo dell’efficienza».
Prezzo di listino Euro 2.950.000
Iva esclusa, f.co cantiere con Volvo D3-150 cv.

I DATI
Lunghezza f.t .m 20,11
Lunghezza al gall. m 18,38
Larghezza m 5,62
Pescaggio standard chiglia fissa m 3,50
Pescaggio optional chiglia telescopica m 2,80- 4,20
Dislocamento a vuoto kg 27.250
Zavorra kg 6.570
Superficie velica bolina mq 240,1
Serbatoio acqua lt 1.200
Serbatoio carburante lt 1.000
Omologazione CE categoria A
Progetto Frers Naval Architecture & Engineering

INDIRIZZI
Nautor’s Swan, Pietarsaari, Finlandia. In Italia, Firenze, tel. 055 288038; info@nautorswan.com
www.nautorswan.com

PIANO VELICO E STANDARD
Albero e boma di carbonio a tre ordini di crocette. Randa mq 121,8; fiocco mq 118,3. Misure piano velico: IG m 26,50; J m 8,25; P m 25,70; E m 8,10.
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