18 novembre 2019

Un itinerario (diverso) in Normandia

Alte maree, distese di sabbia, dune, pascoli e il vento del Nord sulla spiaggia che vide, il 6 giugno del 1944, lo sbarco degli Alleati in Normandia. E poi i fari, antiche sentinelle, che sfidano le onde e guidano da sempre i naviganti. Un itinerario in questa terra di Francia può partire così ripercorrendo quel giorno d'estate quando cambiò la storia

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Il 6 giugno 1944 si compiva lo sbarco in Normandia, che ricorda quando, durante la Seconda guerra mondiale, gli eserciti degli Stati Uniti, del Regno Unito e del Canada sbarcarono nel nord della Francia, in quello che è passato alla storia come il “D-Day”, una delle più grandi operazioni militari mai tentate prima.

Smaltiti i festeggiamenti in grande stile in occasione del settantacinquesimo anniversario con un tutto esaurito, la Normandia ritorna a essere quello che è sempre stata: una regione tranquilla dalle mille sfaccettature, da godere sotto ogni aspetto soprattutto da chi naviga e ama il mare.

Mario Bussoni, giornalista e scrittore l’ha percorsa in lungo e in largo e l’ha descritta nel libro “Normandia, i luoghi dello sbarco e della battaglia” (collana Viaggi nella Storia, Mattioli 1885 editore, 160 pagine, 15 euro), raccontando quanto era accaduto allora e quanto è ancora visibile oggi.

Alla sua quarta edizione, pur essendo il volume da diversi anni il più venduto nel settore storico-turistico, l’autore, insieme al fotografo Marcello Calzolari, ha riesplorato tutte le spiagge dello sbarco: Sword (britannica), Juno (canadese), Gold (britannica), Omaha e Utah (entrambe americane) e tutte le cittadine interessate alla Battaglia di Normandia, comprese quelle “martiri” di Bayeux (la prima a essere liberata) e di Caën, bombardata dagli alleati, impegnati a snidarvi i tedeschi.

Bussoni si è immedesimato nel turista curioso, fornendogli indicazioni anche su dove mangiare e dormire, assicurandogli così lo svolgersi di un itinerario senza problemi. E ha raccolto anche innovazioni tecnologiche presentate da alcuni musei, che forniscono applicazioni gratuite come IStoryPath, letture sul proprio smartphone, diorama, grandi plastici ricostruttivi, animazioni commentate, film d’epoca plurilingue e simulatori di ogni genere, grazie ai quali si può “salire” persino su un carro armato o “calarsi” nel cuore di una battaglia. Alcuni centri espositivi, alcuni già attivi da tempo, tutti con i loro bookshop e il punto vendita di gadget di ogni genere, si sono allargati, offrendo pertanto nuove situazioni, mentre ne sono stati aperti altri sorprendenti. Tra questi il D-Day Experience (Utah Beach). Qui il visitatore si può imbarcare su un aereo C 47 Douglas Skytrain, un tempo addetto alle Forze aviotrasportate; allacciare le cinture; sentire il rombo dei motori; assistere al decollo (dai finestrini scorrono le immagini); scorgere aerei amici in formazione, cadere in fiamme; subire un colpo di contraerea e ritrovarsi con un motore in fiamme; e infine tentare un atterraggio di emergenza. Il tutto reso “reale” da scossoni, fremiti, perdite di quota simulate, ordini concitati, botti, crepitare di fiamme etc..

Grandioso è infine il Mémorial di Caën, che mostra una panoramica del XX Secolo dalla Prima guerra mondiale alla Guerra fredda (è esposta persino un bomba atomica americana), oggi impegnato con competenza a divulgare ovunque un messaggio di pace.

Il Musée du Débarquement

Di grande impatto per il visitatore anche il Musée du Débarquement di Arromanches (Gold Beach), che mostra come sia stato possibile, per gli alleati, creare i colossali porti artificiali Mulberry con enormi cassoni di cemento armato Phoenik, in grado di rifornire con uomini e mezzi sbarcati dalle navi sulle spiagge, attraverso “strade galleggianti”.

Sempre a Gold Beach, le imponenti batterie di Longues-sur-Mer con i suoi cannoni da 150 millimetri, il Centre Juno Beach, l’Overlord Museum di Omaha Beach, l’Airborne Museum (truppe aviotrasportate) e la cittadina di Sainte-Mère-Église, sul cui campanile svetta un paracadute simile a quello del soldato John Steel, impigliato nelle lancette dell’orologio e il Word War two Museum di Quinéville (entrambi a Utah Beach), dove è ricreata una cittadina francese sotto l’occupazione nazista, con negozi e abitazioni, nei quali si scorgono manichini, che sembrano veri

I cimiteri di Colleville-sur-Mer (americano, 9.386 tombe) e di La Cambe (tedesco, 21.139), il primo con le croci di marmo bianco rievocano riflessione. In Normandia, meritano infine una visita Deauville, il cui motto è: “à chaque saison ses plaisirs” Honfleur e il fantastico Mont Saint-Michel.

In giro per fari

Sebbene non siano più custoditi da un guardiano del faro come una volta, i fari continuano a farci sognare e viaggiare. La Normandia ne conserva bellissimi esemplari. Alcuni sono visitabili e sia che si arrivi da terra o dal mare il consiglio è di fermarsi per una visita: sono luoghi che hanno un’anima e offrono panorami mozzafiato. Eccone alcuni.

Fatouville Grestain Quando si visita il faro, si viene catturati dalla vista unica del Marais Vernier, l’estuario della Senna e il ponte di Normandia. Anne e Jean-François Durand, i fortunati proprietari, vi parleranno, con una passione intatta, di questo luogo magico rimasto in famiglia. Se vi innamorate di questa costruzione “posata” lì, in mezzo alla campagna, o se la scalata dei 192 gradini vi hanno stremato, potete persino alloggiarvi. La visita è gratuita e l’apertura: da aprile ad ottobre, avviene su prenotazione.

Gatteville Questo faro si trova a terra, a due chilometri dal bellissimo porto di Barfleur, uno dei “più bei villaggi di Francia”. Dai suoi 75 metri, è il secondo faro più grande in Francia e in Europa. È caratterizzato da 365 gradini, come i giorni di un anno e 52 finestre, come le settimane di un anno. Per la cronaca, la costruzione ha richiesto 11.000 blocchi di granito. La vista a 360 ° sulla Val de Saire e sulla costa del Calvados merita una deviazione.

La visita è a pagamento (chiuso quando il vento supera i cinquanta chilometri orari), apertura: da febbraio a metà novembre.

Ouistreham Un po’ più modesto con i suoi 171 gradini, il faro è anche un bell’esempio di architettura marittima, con il suo rosso fiammeggiante. Offre una vista mozzafiato su Ouistreham Riva-Bella e sull’intera Côte de Nacre e della Pointe du Siège.

La visita è libera o guidata a pagamento, apertura: solo a luglio e agosto.

Goury Se vi trovate dalle parti del Cap de la Hague, non perdetevi il minuscolo porto di Goury e il suo faro. La punta della Hague è delimitata dal Raz Blanchard, una delle correnti di marea più forti del mondo. Le dobbiamo un mare molto agitato durante le forti tempeste invernali.

Il faro, messo in funzione nel 1837, è di forma cilindrica ed è costruito in granito e si può ammirare da lontano, dal belvedere della vicina borgata di Laye.

Per informazioni complete sulla visita ai fari: http://it.normandie-tourisme.fr

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