25 gennaio 2020

Vela e Motore di febbraio 2020 è in edicola, perché non perderla

Benvenuti a bordo del nuovo numero di febbraio di Vela e Motore con le prove delle cinque vincitrici dell'European Yacht of the Year e molto altro ancora

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Editoriale

CONFINDUSTRIA NAUTICA, UNA SCELTA RAGIONEVOLE IN TEMPI COMPLICATI

“L’anno vecchio è finito ormai, ma qualcosa ancora qui non va”. Sono le parole di una canzone indimenticabile. Di un artista indimenticabile. Lucio Dalla. Ci piacerebbe pensare all’anno appena entrato come davvero indimenticabile. Sicuramente non “bellissimo”, per dirla con Giuseppe Conte. Una buona notizia è già arrivata per chi vive e lavora con il mare e la nautica: la riunificazione delle due associazioni di settore: Ucina e Nautica Italiana (in ordine per età anagrafica). La nuova casa si chiama Confindustria Nautica, una sigla che riprende in parte i “vecchi” nomi, non scontenta nessuno e riunirà sotto un’unica rappresentanza tutto il comparto nazionale, dall’industria alla filiera.

Un primo passaggio, dunque, del complesso e fondamentale percorso di fusione fissato da Confindustria di una delle migliori eccellenze del Paese. Deciso dalle rispettive assemblee di fine dicembre 2019 si dovrebbe concludere, si parla di prima dell’estate se tutto andrà a buon fine, con l’elezione di un nuovo presidente e dei suoi vice. Vale a dire: Saverio Cecchi (Ucina) e Lamberto Tacoli (Nautica Italiana) che diventeranno entrambi past president di Confindustria Nautica. Lo statuto resterà quello di Ucina, integrato da alcune modifiche richieste dai soci di N.I., accolte e votate dall’assemblea di Ucina.

«I miei principali obiettivi – ha dichiarato Cecchi all’indomani della sigla dello storico accordo – sono stati il completamento delle importanti modifiche del nostro statuto per essere sempre più inclusivi, una particolare attenzione al Mezzogiorno e, soprattutto, la riunificazione della rappresentanza della filiera nautica. Ora daremo il via ad un importante piano strategico per il settore».

«La votazione - ha aggiunto Lamberto Tacoli - rappresenta l’approdo finale di un percorso di riavvicinamento durato per buona parte degli ultimi nove mesi. Il mio augurio è che questa realtà associativa, che ci vedrà finalmente riuniti sotto un unico tetto confindustriale, possa rispondere in maniera forte alle opportunità rappresentate dal futuro del comparto, dall’internazionalizzazione alla valorizzazione della lunga e variegata filiera interna. Spero, infine, che l’avvio operativo di Confindustria Nautica riesca a far mettere da parte gli individualismi che ci hanno tenuti distanti nel passato, al fine di percorrere insieme un percorso di ulteriore consolidamento del nostro settore».

Un bel regalo dunque di inizio anno? Preferiamo definirla “una scelta ragionevole in tempi complicati” che vedono ancora troppi problemi, urgenti e complessi, sul tavolo della politica. Per risolverli serviranno più che mai unità di visione, serietà, sobrietà e lavoro, concentrazione e pragmatismo e per “governare” bene la nuova associazione dovrà guardare solo alla ragion collettiva e ai destini di tutti. La strategia del “meglio il male minore” non è quella vincente perché ci lascia in balia di nuovi mari con vecchie barche a rischio di costante naufragio.

E per tornare alla canzone di Lucio Dalla “L’anno che sta arrivando tra un anno passerà. Io mi sto preparando”, ci auguriamo, a un futuro migliore perché la nautica italiana se lo merita e se lo aspetta.

Buon vento a tutti!

I contenuti

Iniziamo con la nostra intervista a Francesco Mongelli di Luna Rossa Prada Pirelli Team che ci racconta come volerà il nuovo aereo, ops, barca di Coppa America. Un oggetto super tecnologico che tra acqua e aria arriverà a 50/60 nodi di velocità massima…

Viaggio nel back stage di Marina di Varazze per capire come si muove il team di lavoro che deve far funzionare alla perfezione una macchina importante fatta di 800 posti barca e servizi annessi.

Fiato alle trombe: dopo un anno di prove in mare ecco le cinque vincitrici dell’European Yacht of the Year:

Amel 60, bluewater per lunghe navigazioni, vince nella categoria luxury cruiser. Ha randa avvolgibile nell’albero, due pale del timone e armatoriale a poppa.

X-Yacht X40. Primo nella sezione Performance Cruiser, si distingue per versatilità, costruzione e doti marine. Ha layout interni a due o tre cabine.

Oceanis 30.1. Trionfo per l’imbarcazione francese entry level della gamma, è la barca perfetta per iniziare a navigare. Vince nella categoria family cruiser. Ha un layout a due cabine e un bagno.

Swan 36, un racer puro di serie per regate one design con formula armatore/timoniere, porta a casa il premio speciale per l’innovazione.

Dehler 30 One Design. Un piccolo e divertente racer per equipaggi in doppio e solitari. Ha due pale del timone, water ballast da 200 litri e bompresso rimovibile. Utile anche per qualche breve crociera. Si fa notare nella categoria Race.

Nella speciale galassia dei mega yacht, vi portiamo a bordo del nuovo Lürssen Tis, un sei ponti di 111 metri… in cui si concentra l’inimmaginabile. La visita si trasforma in un viaggio onirico in cui ogni dettaglio esprime ricerca, qualità espressiva e meticolosa, cura artigianale.

Le altre prove:

Evo R6: un 18 metri dal design spinto, progettato da Valerio Rivellini per il cantiere campano Evo Yachts. Pozzetto con murate estensibili, prendisole di poppa a isola e due cabine doppie. Con due Volvo IPS950 tocca i 34 nodi di velocità massima.

Tuccoli T280 è un fisherman sportivo messo a punto grazie alla collaborazione tra il cantiere, Suzuki Marine e il pescatore sportivo Marco Volpi. La barca ha due cabine, bagno separato per un buon comfort anche durante la crociera.

Nuva Yachts M8. Siamo stati tra i primi a provare il nuovissimo M8 Cabin del cantiere spagnolo Nuva Yachts. Un cabinato con lunghezza scafo di 7,99 metri e tanto spazio sottocoperta. Con due Evinrude da 150 cv tocca i 33,5 nodi di velocità massima.

Capelli Tempest 700 è un battello per la famiglia attrezzato con tutto ciò che serve per lunghe gite in giornata. spinto da un fuoribordo Yamaha da 200 cv, tocca i 40 nodi di velocità massima. Buoni i consumi.

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