01 dicembre 2018

Vela e Motore di dicembre/gennaio è in edicola!

Doppiamo l’anno con un’edizione speciale: un numero doppio più ricco di pagine e argomenti

Editoriale sezione motore

Il pensiero verde

Dovrebbe essere un anno di svolta per la nautica da diporto, questo 2018. Se i dati parlano di una bella crescita (più 12 per cento sullo scorso anno da fonte Ucina), non possono comunque far dimenticare le immagini di devastazione che hanno colpito le coste italiane e quelle della Liguria in particolare. È indubbio che la causa sia da imputare alla violenza della mareggiata e alla burrasca da scirocco (ne parliamo a pagina 12), ma è altrettanto sicuro che la responsabilità sia anche dovuta alle carenze di protezione degli approdi e alla mancanza di interventi in difesa del territorio. Senza entrare in casi specifici, quanto avvenuto deve farci riflettere e attirare l’attenzione su problemi legati all’ambiente.
La maggioranza degli italiani manifesta, ormai, una forte consapevolezza e considerazione sulla valenza ecosostenibile delle attività umane. Dalle abitudini quotidiane alle scelte più impegnative, l’habitat è percepito come un dovere da cui non ci si può esimere, tanto da essere normale affrontare maggiori costi per beni e servizi che ne garantiscano il rispetto.
Un sentire comune che ha indotto le aziende ad aumentare le “offerte verdi”. Comportamenti virtuosi che hanno contagiato anche la nautica da diporto, un settore dalla fortissima connotazione ecologica. Alcuni dei principali player del mercato, infatti, si sono attivati da tempo con investimenti che mirano a produzioni rispettose dell’ambiente.
L’idea della barca “ecosostenibile” tiene banco ai grandi saloni internazionali ed è facile prevedere che questo trend sarà sempre più comune imponendo l’incremento degli investimenti dedicati alla “linea verde” di grandi yacht come di natanti.
Emissioni zero, consumi ridotti, propulsioni ibride o alternative, materiali riciclabili. Non diversamente da quanto accade in altri settori industriali, dall’auto all’edilizia, la difesa dell’ambiente può essere anche un formidabile acceleratore economico. Produce sviluppo e tanti posti di lavoro. Si parla molto di difesa del territorio, ma poi si dimentica che nel nostro Paese sono ancora pochi i porti attrezzati seriamente per lo smaltimento delle acque nere, l’Italia sconta un’arretratezza pesante. Per non parlare dell’esigenza, mai davvero affrontata, di rottamare le vecchie imbarcazioni e riciclare la vetroresina. Ma cosa dobbiamo aspettare perché anche la difesa dell’ambiente, quella vera che pulisce il pianeta e produce lavoro, diventi anch’essa una priorità? Certo, in un Paese che decreta condoni per tutto il condonabile, che speranze possiamo avere?

Buon anno a tutti!

Editoriale sezione vela

L’autostrada (italiana) della Coppa America

Persico Marine, Cariboni, Harken, QI Composites. Quando si parla di Coppa America l’Italia è sempre protagonista. È stato uno dei temi dell’interessante incontro promosso da Persico Marine e l’Università degli studi di Bergamo a cui hanno partecipato le aziende citate. A queste ci piace aggiungere, benché assenti alla conferenza stampa, Gottifredi Maffioli e Armare Ropes. Sei aziende abituate a parlare poco e fare tanto.
Prendiamo una mappa del Nord Italia, segniamo la loro posizione con un punto e tracciamo una linea che le unisce e verrà fuori quella che ci piace chiamare “autostrada della Coppa America”. Un percorso ideale tra Torino e Trieste che ci conduce dentro, sotto e sopra ogni barca di ogni team di ogni edizione della Coppa. E non solo, anche Volvo Ocean Race, Vendée Globe, record oceanici e, più in generale, di ogni grande regata mondiale.
Lungo questa autostrada nascono i migliori scafi al mondo, i foil e le chiglie più performanti, i winch più veloci e resistenti, le cime più tecnologiche e i sistemi di analisi non distruttivi più all’avanguardia. Tutto qui, tutto da noi. Ma in pochi lo sanno.
Nata nel 1976, Persico Marine si impegna prima nel settore automotive e solo dopo, grazie a Il Moro di Venezia e alla Coppa, nel 1990 viene fondata la divisione Marine. Oggi ha sede a Nembro (BG) e Massa Carrara (MS) e sotto la guida del suo giovane Ceo Marcello Persico produce gli yacht da regata più veloci e tecnologici mai visti.
Cariboni nasce nel 1994 da Gianni Cariboni ed è specializzata nella progettazione e produzione di impianti oleodinamici per chiglie telescopiche, kanting keel, foil e molto altro. Qualcuno potrebbe notare che Harken è un’azienda statunitense, è vero, ma qui da noi Harken Italy progetta e produce winch per tutto il mondo con un team di manager e tecnici italiani di livello assoluto.
QI Composites di Stefano Beltrando, fondata nel 1999, non produce alcun “bene materiale”, ma è leader nelle analisi non distruttive, chimiche e fisiche dei materiali compositi. Fondamentale per controllare l’integrità strutturale dei velocissimi scafi moderni. Le sue analisi vengono usate quotidianamente in Coppa America, Volvo Ocean Race e perfino in Formula 1.
Storia quasi centenaria per Gottifredi Maffioli, azienda fondata a Novara nel 1926 e che, prima di solcare i mari, ha sviluppato le prime corde sintetiche mai realizzate, contribuendo al successo della spedizione italiana che conquistò la cima del K2 nel 1954.
Più recente, ma non meno ricca di successi, la storia di Armare Ropes, creata da Stefano Finco nel 1997. Dopo aver contribuito al successo di Emirates Team New Zealand nella XXXV Coppa a Bermuda, l’azienda basata a San Giorgio di Nogaro (UD) ha annunciato la continuazione della partnership con il team kiwi in qualità di Official Supplier.
Ci sono ovviamente molte altre aziende italiane, in tutti i settori, impegnate in Coppa e nelle principali regate, citarle tutte qui sarebbe impossibile, nei prossimi mesi parleremo di loro.
Pensate a questa Italia la prossima volta che vedrete una regata di Coppa, un video della Volvo Ocean Race, del Vendée Globe o di qualche record attraverso gli oceani di tutto il mondo!

Buon anno a tutti!

Contenuti

Doppiamo l’anno con un’edizione speciale: un numero doppio più ricco di pagine e argomenti

Scopriamo insieme le diciotto barche, da 10 a 17 metri, in gara all’European Yacht of the Year tra monoscafi e multiscafi. Le vincitrici saranno annunciate al salone di Düsseldorf nel corso della prima serata il 19 gennaio 2019.

Danni alle imbarcazioni a causa del maltempo dello scorso ottobre? La macchina assicurativa è partita, ma vediamo come comportarsi con la propria compagnia.

Tra le prove spicca il supertest dello Swan 78. Siamo volati fino in Finlandia per scoprire l’ultimo arrivato della Swan Line, un 23,99 metri firmato da Germán Frers e un viaggio in cantiere nel cuore della produzione Swan.

Il Dufour 390 GL inaugura la terza generazione della gamma Grand Large. Carene migliorate e dettagli sempre più ricchi. Il punto di forza, ancora una volta, le prestazioni.

In deriva? Ecco Aira 22 perfetta per iniziare a navigare, la barca olandese brilla per facilità di conduzione, qualità costruttiva e prezzo.

Tra le barche a motore partiamo da CRN 50M Latona. Con i suoi 50 metri è uno yacht da sogno. Quattro ampi ponti più un sottoponte con interni in stile Liberty in nome della massima personalizzazione.

Italiani sempre in prima fila. Amer 94 Twin del cantiere Permare vince il Boat Builders Awards nella categoria Environmental Initiative all’ultimo Mets di Amsterdam. È realizzato con soluzioni e materiali ecosostenibili, in plancia, uno speciale software aiuta l’armatore ad adottare comportamenti ecologici e rileva la presenza di cetacei.
Un tocco italiano anche a bordo del Bénéteau Swift Trawler 47. Con nuove soluzioni di allestimento, firmate dallo studio italiano Andreani Design, il 47 convince per aver saputo rispettare la filosofia dei trawler, pur introducendo alcune proposte per migliorare il comfort.

State pensando di cambiare il vostro fuoribordo? Ecco le proposte di Honda con i suoi BF 175, 200, 225, 250 cv. Rinnovati nel design e nell’elettronica e con opzioni interessanti come l’antifurto immobilizer e nuovi display multifunzione a colori.

Tra le “piccole”: Invictus 240 FX Prestazioni e look di classe per il 7,45 metri del cantiere calabrese, una barca disponibile nella versione da pesca e in quella walkaround.
E nei gommoni, lo Zodiac Open 5.5. Grintoso e dal look moderno con un fuoribordo Yamaha da 130 cavalli ha superato i 38 nodi di velocità massima.

Natale è il momento migliore per abbonarsi a Vela e Motore per approfittare degli sconti di fine anno.

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