di Alberto Mariotti - 08 novembre 2019

Prova First 53, foto e video durante i test dell'European Yacht of the Year!

Imbarcazione che ridà vita alla linea first di Bénéteau. nominato in categoria performance cruiser dell’European Yacht of the Year 2020, ha i tratti di un mini super yacht. carena disegnata da Roberto Biscontini e design interno ed esterno da Lorenzo Argento

Comfort dentro, performance fuori: è la sintesi in appena quattro parole del First Yacht 53, il nuovo fast cruiser mezzo francese - Bénéteau - e mezzo italiano - Roberto Biscontini per l’architettura navale, Lorenzo Argento per interni e coperta. Lo scorso anno il cantiere aveva acquisito il produttore croato Seascape e i suoi modelli, ridando così velocemente vita alla linea First con i piccoli 14, 18, 24 e 27, ma è il 53 lo yacht della vera rinascita della gamma che ha segnato la storia del cantiere.

Biscontini e Argento si sono aggiudicati la gara di progettazione contro altre tre coppie di top designer grazie a soluzioni e tratti mai visti su un’imbarcazione di serie di quindici metri. La ricerca di equilibrio tra dislocamento e superficie velica premia volumi e prestazioni, mentre negli interni sono stati utilizzati materiali più ricchi e un design ricercato, derivato dalla lunga e fortunata esperienza di Argento con i superyacht. C’è infatti chi lo ha già definito un “pocket superyacht” e in effetti non somiglia a nulla di quanto mai costruito prima in serie da un cantiere.

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Il First 53 non sfugge, ovviamente, alle logiche della produzione industriale, ma il merito dei designer e del cantiere è aver creato uno yacht dai grandi contenuti disponibili di solito su barche di taglia e costi molto maggiori. Il prezzo base di 482.800 euro + Iva lo spinge comunque in un fascia alta del mercato: basti pensare che il modello in prova con scafo blu, albero di carbonio, motore da 110 cv e tanti altri optional supera gli 800.000 euro Iva compresa. Nonostante ciò, è un prezzo che a parità di accessori e allestimenti rimane di circa il 20 per cento più economico delle barche con cui si confronta.

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Legno di teak, cornici stondate in massello e ante laccate in bianco segnano la maggior qualità dei materiali usati a bordo della nuova linea First. Ottima e confortevole la discesa verso gli interni con cinque ampi gradini.

Design spinto e layout nuovo

È negli interni che si apprezzano maggiormente le qualità dei materiali e del design creato da Argento. La versione standard prevede tre cabine e due bagni, il legno standard è il teak Alpi con le cornici dei mobili in massello stondato e i pannelli bianchi laccati a mano dal cantiere. C’è anche la versione optional in Gloss Oak e quella con il terzo bagno a poppa, che riduce le dimensioni della cucina.

Rispetto ai layout tipici delle barche di questa taglia non c’è più la zona pranzo con il tavolo in dinette circondato da divani: al suo posto, sulla sinistra, c’è un ambiente più raccolto, arredato con un piccolo tavolo e due sedute frontali capace di accogliere quattro persone ed estendersi per arrivare a sei. A destra il living è quindi più libero e aperto, arredato con un coffee table basso e dall’impatto ridotto.

Manca anche il carteggio, ma non se ne sente troppo la mancanza, staccabatterie e quadro elettrico in salone sono a portata di mano. Inoltre grazie alla funzione Ship Control di Bénéteau tutte le funzioni di domotica e impianti sono gestibili tramite dispositivi mobili. In cucina spicca il frigorifero casalingo a tutta altezza da 174 litri con freezer da 16 litri e la macchina del gas con appena due fornelli.

Attrezzatura e piano velico

La barca prevede due chiglie e due piani velici diversi tra cui scegliere e che permettono di adattarsi a tutti i tipi di armatori. La versione standard ha chiglia con pescaggio a 2,50 metri e albero di alluminio nero (per motivi di look) già piuttosto alto, si parla di circa 4 metri in più rispetto a quello dell’Oceanis 51.1. La seconda ha invece una chiglia più performante con pescaggio di 3 metri (pesano entrambe 4.500 kg, ma quella profonda ha più momento raddrizzante) e albero di carbonio di un metro più alto, che porta diversi metri quadrati in più di vela. La prima è una versione più tranquilla, che meglio si adatta ad armatori meno esperti al timone o alla ricerca del massimo relax; la seconda invece, soprattutto con vento forte, richiede una certa pratica al timone o di ridurre tela prima. Se portata bene offre un’esperienza senza dubbio più emozionante.

La scotta della randa lavora con circuito alla tedesca su un punto fisso al centro del pozzetto e su due winch laterali. Il trasto non è previsto neanche come optional, si può avere invece un quinto winch al centro (al posto del punto fisso) e liberare così dalla scotta i due winch ai lati. Le rotaie del genoa sono interne sulla tuga, per non intralciare i passavanti, e incassate, per non rovinare la linea della tuga. Le drizze lavorano sul winch Harken Performa H50.2 STP elettrico a sinistra, una dotazione standard. A prua, l’avvolgifiocco standard del genoa è incassato, ma manuale.

Sempre più veloce del vento

Proviamo lo scafo n° 2 a Port Ginesta, in Spagna, durante le prove dell’European Yacht of the Year 2020 nel quale è candidato in categoria Performance Cruiser insieme a Italia Yachts 11.98 e X-Yachts X40. La nostra è una versione super accessoriata: albero di carbonio, boma park avenue, chiglia profonda e vele North Sails (optional da 37.900 euro + Iva).

Purtroppo dopo un paio di giorni di vento forte a noi capita un turno di 2 ore con pochissima aria, iniziato con appena 3/4 nodi di vento e terminato con 6. Nonostante le condizioni leggerissime, il First 53 è risultato essere sempre più veloce del vento di circa 1/1,5 nodi. E così con randa e Code 0 filiamo a 7 nodi in 6 di aria, mentre di bolina il vantaggio si riduce leggermente.

Durante le prove abbiamo la fortuna di parlare a lungo con Roberto Biscontini, il progettista italiano che ha curato l’architettura navale (linee di carena, appendici, piano velico, pesi e bilanciamento) sfruttando la sua lunga esperienza in Coppa America. «Il progetto del First 53 si basa sulla consapevolezza che non è la velocità massima della barca a soddisfare di più gli armatori, anche perché la prestazione assoluta è difficile da valutare con cura. Il fattore più importante è avere una bella sensazione al timone e divertirsi. Chiglia e piano velico sono ben centrati e la barca ha un’ottima stabilità, non soltanto statica, che è comune a tante barche, ma anche e soprattutto dinamica, che è molto meno comune. Quando la barca inizia a sbandare entrano in gioco forze diverse e il First 53 resta in equilibrio senza necessità di grandi correzioni. Questa è una parte importante del progetto che ho derivato direttamente dalla mia esperienza in Coppa America, dove la stabilità dinamica era un argomento all’ordine del giorno. Inoltre abbiamo realizzato una timoneria con la minore frizione possibile, che nulla ha da invidiare a quella di una buona imbarcazione da regata. I cavi arrivano velocemente al quadrante e le pulegge sono ben allineate. Con il progetto del First 53 non possiamo andare contro le barche più tirate, ma possiamo disegnare uno scafo più equilibrato, facile da timonare. È la stessa differenza tra guidare una moto che in curva ti aiuta nella traiettoria e una progettata male che la rende più complicata».

Le ruote sono sensibili e precise, anche se con poco vento non possiamo certo dire molto al riguardo e il diametro accentuato trasmette una bella sensazione di potenza. Restando a poppa, è spettacolare come è stata gestita la zona del paramare e dei passavanti, spinti in avanti per rendere aggirabili le timonerie verso poppa. Ci sono due tavoli che lasciano libero il passaggio dall’ingresso fino a poppa; l’unica pecca è il fatto di non avere alcun volume di stivaggio in un pozzetto enorme dove non sai dove poggiare telefono e occhiali.

A poppa non manca il garage capace di accogliere un tender con dimensioni di 2,48 x 1,69 x 0,80 metri. Con il motore optional da 110 cavalli e trasmissione in linea d’asse il First 53 tocca i 9 nodi di massima a 2.900 giri e circa 8 al regime di crociera di 2.000 giri.

Prezzo e scheda tecnica

Prezzo di listino

Euro 482.800 Iva esclusa, franco cantiere con motore Yanmar 4JH80 CR SD da 80 cavalli e trasmissione sail drive.

I dati

Lunghezza f.t. m 17,16

Lunghezza scafo m 15,98

Lunghezza al gall. m 15,40

Larghezza m 5,00

Pescaggio std/opt m 2,50/3,00

Dislocamento a vuoto kg 15.500

Serbatoio acqua lt 720

Serbatoio carburante lt 400

Motore della prova Yanmar 4JH110 CR 110 cv con linea d’asse

Omologazione CE categoria A/10

Architettura Navale Biscontini Yacht Design

Interni ed esterni Lorenzo Argento

Indirizzi

Bénéteau, Francia. Lista dealer italiani sul sito www.beneteau.com

Piano velico

Versione standard con albero di alluminio: randa mq 87; genoa avvolgibile 105% mq 78,90; Code 0 mq 179; spi asimmetrico 254 mq. Misure piano velico: I m 21,95; J m 6,40; P m 22; E m 6,80. Versione optional con albero di carbonio: randa mq 91; genoa avvolgibile 105% mq 82; Code 0 mq 185; spi asimmetrico 265 mq. Misure piano velico: I m 22,90; J m 6,40; P m 23; E m 6,80.

Dettagli che fanno la differenza

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Le rotaie del genoa sono incassati sulla tuga per non intralciare i passavanti e non rovinare la pulizia delle linee.

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