di Paola Bertelli - 06 agosto 2019

Prova Jeanneau Sun Fast 3300, regate in doppio e IRC

Lunghe oceaniche in doppio, regate in stazza Irc e un occhio alle Olimpiadi del 2024. Il nuovo Sun Fast 3300 firmato da Andrieu/Verdier è una barca veloce e aggressiva con tante regolazioni per andare forte

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Vi presentiamo subito l’accoppiata dei designer che ha progettato il Sun Fast 3300 di Jeanneau: Daniel Andrieu e Guillaume Verdier. Il primo, firma consolidata del cantiere, perfettamente a suo agio nel mondo delle barche di serie e “papà” dei Sun Fast precedenti. Il secondo è il progettista più in voga del momento, che passa con disinvoltura dalla Coppa America al Vendée Globe fino ai maxi trimarani oceanici e con il 3300 è alla sua prima barca di serie.

«Sono partiti da due fogli bianchi, uno per ciascuno - spiega Hervé Piveteau, Sailboat Naval Architecture Manager del gruppo - poi ci siamo confrontati e da lì in poi i due hanno sempre lavorato insieme».

È una barca nuova, d’altronde il Sun Fast 3200 era del 2007: dopo 12 anni era giunto il momento di ripensarla. Il 3300 è uno scafo aggressivo, che entra in competizione con modelli come il JPK 10.30, il J 99.

Nato per le regate che piacciono ai francesi e che iniziano ad appassionare anche noi in Italia: le lunghe offshore, magari oceaniche (come la Transquadra), fatte in coppia o con equipaggio ridotto da persone “quasi” normali. E con “quasi normali” non intendiamo dei professionisti, ma comunque velisti di spessore.

Pensata per l’oceano, per partecipare a regate con la stazza IRC e anche in ottica olimpica, visto che ai Giochi di Parigi 2024 è prevista la prova mista offshore e la barca sarà selezionata nei prossimi anni.

Leggera, niente spigoli in carena, larga ma senza eccessi, ha uno scafo con un’interessante forma a “onda”, in pratica con tratti concavi a prua e a poppa e sezioni di prua ampie; forma studiata per limitare la resistenza e la superficie bagnata e ridurre il trascinamento.

Questa forma ha richiesto un piano velico spostato verso poppa (la randa square top e il punto di mura del fiocco su una prua leggermente inversa già lo arretrano un po’).

I due progettisti hanno voluto una chiglia IRC dalla forma tradizionale, ma il più rigida possibile: per l’attacco a scafo hanno creato una T in acciaio, che va a incastrarsi all’interno dello scafo stesso, e da cui parte la lama in piombo.

È una barca a tutto pozzetto: grande, anzi enorme, aperto a poppa e con due panche minime – sono lunghe 67 cm scarsi, giusto per far sedere una persona.

Lo spazio per le manovre è ottimo e l’ergonomia in coperta è pensata per quella estrema funzionalità necessaria quando si naviga in due. Il timoniere, seduto sul bordo, ha ai suoi piedi la torretta con scotta e carrello di randa (regolazione fine compresa) e paterazzo. A fianco gli strozzatori per le regolazioni per gestire la forma del fiocco: verso l’alto e il basso, dentro e fuori, e del gennaker.

Sulla tuga le batterie di stopper per drizze e borose. I passavanti sono larghi e sicuri e anche il passaggio alle sartie è agevole (le crocette sono molto lunghe). Unico gavone all’esterno è quello per l’àncora a prua.

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Per la prova in mare purtroppo La Rochelle, questa volta, si è rivelata avara e il vento non è mai andato oltre i 6 e 8 nodi. Con randa e fiocco abbiamo navigato a quasi 5,5 nodi di bolina non troppo stretta (con un angolo di virata di poco oltre i 90°).

Ancor più interessante è stato l’uso del Code 5, una vela versatile (scelta anche per ragioni di stazza al posto del code 0, che in IRC è assimilato al genoa e paga molto in termini di rating) e terzarolabile con una zip che si “mangia” la base; la vela inoltre si abbassa con un sistema che tiene la drizza vicino all’albero.

Il Code 5 ci ha spinto fino a 7,5 nodi di velocità di bolina larga. Nonostante il vento leggero si sente in modo chiaro che è una barca reattiva al vento e alle regolazioni. Purtroppo quando abbiamo messo il gennaker l’aria è precipitata e non abbiamo potuto gustarci le forme potenti della barca.

Negli ambienti interni la simmetria è massima, in modo da garantire una distribuzione dei pesi uniforme. Il corridoio centrale, tra tambuccio e bagno a prua, è largo e perfetto per il passaggio e il ricovero delle vele. Due blocchi quasi identici fungono da tavolo da carteggio a destra e cucinino a sinistra, entrambi con la poltrona ergonomica per il navigatore.

E qui va sottolineata la finestratura (molto in voga su questo genere di barche) che guarda in alto e avanti e permette al navigatore di avere sotto controllo il piano velico e il mare circostante.

A poppa il layout prevede due cabine doppie.

Discrete le altezze (alla scaletta 1,80 cm) ed essenziali le finiture. Scafo, coperta, paratie, timoni, tutto è realizzato in infusione, compresi i tre controstampi strutturali e il risultato sono solo 3.500 kg di dislocamento. Una barca tutta da godere in mare e che potrebbe promettere grandi sensazioni… olimpiche.

Prezzo e dati

Prezzo di listino: euro 104.030 Iva esclusa, f.co cantiere con motore 15 cv.

I DATI

Lunghezza f.t. m 10,11

Lunghezza scafo m 9,99

Larghezza m 3,40

Pescaggio m 1,95

Dislocamento kg 3.500

Superficie velica randa mq 34,7

Superficie velica fiocco mq 27,2

Serbatoio acqua lt 100

Serbatoio carburante lt 50

Motore entrobordo 15 cv

Omologazione CE categoria A/6

ProgettoDaniel Andrieu / Guillaume Verdier

INDIRIZZI

Jeanneau, Francia. Lista dealer sul sito www.jeanneau.com

COSTRUZIONE

Scafo e coperta in sandwich con infusione (paratie comprese); lo scafo ha l’anima di balsa e la coperta di schiuma.

PIANO VELICO E STANDARD

Alberto arretrato con grande randa square top, randa+fiocco sono oltre 60 mq di tela, lo spi è di 100 mq e il gennaker di 108 mq. L’albero poggia in coperta e ha due ordini di crocette.

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