di Alberto Mariotti - 19 febbraio 2019

Prova Bénéteau Oceanis 46.1

Due pale del timone, tre chiglie diverse e pack first line con albero maggiorato. il nuovo 14 metri si distingue per prestazioni, volumi e comfort. Sottocoperta ha layout da tre fino a cinque cabine e due o tre bagni

Terzo modello della rinnovata gamma Oceanis, il 46.1 ha vinto l’European Yacht of the Year nella categoria Family Cruiser battendo un’agguerrita concorrenza: Dufour 390 GL, Hallberg-Rassy 340 e Swallow Coast 250. A differenza degli Oceanis 51.1 e 55.1 presentati lo scorso anno e disegnati da Berret-Racoupeau, l’ultimo arrivato è opera dello studio Finot-Conq insieme a Nauta Design per gli interni.

Il prezzo base è 225.300 euro + Iva con il motore da 57 cv; tra gli standard ci sono le due pale del timone, la chiglia di ghisa con pescaggio profondo da 2,35 metri, l’albero di alluminio con avvolgiranda integrato e fiocco avvolgibile con autovirante. Lo scafo è in monolitico con resina poliestere mentre il ponte di coperta è in sandwich di vetroresina e iniezione. Da segnalare il pack First Line per migliorarne look e prestazioni: tra le varie dotazioni comprese c’è l’albero maggiorato di circa un metro di alluminio o carbonio, la delfiniera per murare Code 0 o gennaker, avvolgitore genoa incassato, paterazzo idraulico, drizze in Dyneema, scotta randa alla tedesca, ruote timoni bianche in composito, winch Harken Performa e molto altro.

Interni fino a 5 cabine e tre bagni

La barca è disponibile con interni a 3, 4 e 5 cabine e 2 o 3 bagni. Nella “nostra” versione, la 3 cabine 2 bagni, la cucina è a L subito a sinistra della scala d’ingresso, nelle altre è invece longitudinale per far spazio al terzo bagno. Doppia la scelta per le finiture: “brushed light oak” - quello che vedete nelle foto - e mogano.

Abbiamo apprezzato la scala d’ingresso a 45° con corrimano sulla sinistra, la qualità degli oscuranti rigidi delle finestre in grado di creare un’ombra più efficace del solito, i paglioli privi di rumore e il corrimano sul cielino della tuga che corre lungo tutto il salone, un dettaglio sempre meno scontato. Buone le altezze, sempre sopra al metro e 90. Il tavolo in dinette si abbassa per trasformarsi in una cuccetta di fortuna.

Easy sailing, volumi e comfort

Abbiamo avuto il piacere di navigare con Pascal Conq durante le nostre due ore di prova e tra un bordo e l’altro è lo stesso progettista francese a raccontarci i segreti del successo della barca, che a pochi mesi dal lancio aveva già venduto tutta la produzione del primo anno, circa 90 barche (in appena una stagione di vita il 51.1 è stato venduto in quasi 200 esemplari).

«Lo sviluppo del 46.1 è iniziato dal vecchio 45 - ci racconta Pascal Conq - e si è concentrato sulle richieste più frequenti degli armatori: maggior facilità e sicurezza di navigazione, più volumi e comfort negli interni e una migliore sailing experience, che non vuol dire soltanto più prestazioni, ma anche divertimento ed emozioni alla ruota. Le nuove linee d’acqua, con lo spigolo che corre da prua per smorzarsi prima della poppa, hanno permesso di ottenere una carena con meno trascinamento, più comfort e una stabilità migliorata.

La barca non sbatte sulle onde e le due pale del timone assicurano un controllo morbido e preciso anche ad angoli di sbandamento accentuati. La forma dello scafo, inoltre, ha regalato alla cabina armatoriale 25 cm per lato, trasformandola così nella regina del mercato in questa taglia»
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A 9,3 nodi con il gennaker

Navighiamo su una versione dotata del pack First Line con albero di alluminio e chiglia a L optional da 2,65 metri con bulbo in piombo. L’albero maggiorato regala il 28 per cento in più di superficie velica (la randa misura 58 mq contro i 44,50 della versione standard avvolgibile). Interessante notare come oltre il 40 per cento degli Oceanis 51.1 venduti siano nella versione standard con randa avvolgibile, mentre la First Line sia stata apprezzata soprattutto nei mercati del Nord Europa, Australia e USA (qui tutte le barche sono invelate North Sails).

A Port Ginesta il tempo è bello e con un vento tra 8 e 9 nodi filiamo a 7,5 nodi con randa e fiocco. Ottimo il feeling delle due ruote, sempre morbide e precise, grazie alla timoneria realizzata direttamente dal cantiere. Allargando l’andatura e svolgendo il Code 0, il 46.1 aumenta il passo e con il vento salito a 11/12 nodi navighiamo senza problemi tra 7,5 e 8,2 nodi mentre con il gennaker e il vento a 14 nodi voliamo tra gli 8,8 e i 9,3 nodi.

Interessante il layout del pozzetto, studiato per offrire il massimo del comfort e dello spazio agli ospiti, concentrando tutte le manovre vicino ai timoni. La tuga è dedicata al relax, come dimostrano i due cuscini che si allungano accanto all’apertura del tambuccio e l’assenza dei due classici winch dedicati alle drizze. Non c’è neanche il carrello della randa, sostituito da due punti fissi. Chi è al timone ha il controllo totale del piano velico, con winch e batterie di stopper a portata di mano da cui gestire le vele. C’è anche un risvolto sulla sicurezza: non è mai necessario andare a prua e l’assenza totale di cime in pozzetto (sono tutte rimandate alle due timonerie) facilita i movimenti dei più piccoli. In tutta questa attenzione al design non avrebbe stonato uno sprayhood più ricercato a scomparsa.

430 nm di autonomia a motore

Con il motore Yanmar 4JH80, trasmissione sail drive ed elica a tre pale abbattibili l’Oceanis 46.1 tocca la velocità massima di 9,60 nodi a 3.205 giri con un consumo di 16,40 litri/ora. La velocità di crociera è di 6,55 nodi a 1.800 giri con un consumo di 3 litri/ora. A questo regime l’autonomia è di oltre 430 miglia.

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