di Alberto Mariotti - 10 dicembre 2018

Hallberg-Rassy 340, una piccola per grandi navigazioni in tutto il mondo

Family cruiser che si distingue per robustezza e prestazioni, testato nelle acque svedesi di Ellös. Disegnato da Frers, ha due pale del timone e prua verticale. Sottocoperta due cabine e un bagno

Due pale del timone, prua verticale e prestazioni che non ti aspetteresti sulle barche di un cantiere famoso nel mondo per la robustezza. I tempi cambiano e Hallberg-Rassy, che ha fatto di tradizione e coerenza i suoi maggiori punti di forza, ha saputo rinnovarsi mantenendo intatte le storiche qualità e il progettista Germán Frers.

Mentre bordeggiamo senza sforzo è Magnus Rassy in persona ad affermare che «se avessimo presentato un HR con due pale del timone e prua verticale solo cinque o sei anni fa nessuno l’avrebbe comprata, è solo una questione di timing e il momento per farlo è arrivato. Ricordo che i primi VOR70 (barca utilizzata per le edizioni 2005-06, 2008-09 e 2011-12 della Volvo Ocean Race, il giro del mondo a tappe n.d.r.) non mi piacevano affatto, poi mi sono abituato e in seguito li ho trovati molto eccitanti. È come per le auto nuove, prima le trovi brutte, poi finisci per apprezzarle e quelle che credevi belle all’improvviso diventano fuori moda».

Il 340 ha il merito di portare su scala più piccola il “sogno Hallberg-Rassy” (il cantiere svedese si mantiene stabilmente in cima alle classifiche mondiali dei brand a vela più ambiti), ma non vuol dire che sia alla portata di tutti. Il 340 ha un prezzo base di 192.923 + Iva che, con una buona lista di optional, arriva facilmente a sfiorare 300.000 euro Iva compresa. La barca è nominata nella categoria Family Cruiser dell’European Yacht of the Year, mentre la sorella maggiore, il 57, lo è nella Luxury.

Le abbiamo provate entrambe nelle acque di casa dell’arcipelago di Ellös con Magnus Rassy in persona a guidarci tra le insidiose secche svedesi. A parte il prezzo, l’unica differenza tra il 340 e il 57 sono le dimensioni, passando dagli appena 10,36 del primo ai quasi 18 metri del più grande, non si avverte la sensazione di salire su un oggetto meno prestigioso (il 340), tutt’altro: solidità, costruzione e finiture hanno sempre la stessa qualità delle ammiraglie.

Entrare nello spirito Hallberg-Rassy

Se volete entrare più addentro al mondo HR, vi consigliamo di fare un giro sul sito internet del cantiere, www.hallberg-rassy.com e coprire con più immagini e spiegazioni come avviene il processo di costruzione e alcuni dettagli tecnici. Non solo, resterete a bocca aperta nel vedere la quantità impressionante di blog e siti personali, tutti elencati e linkati in un’apposita pagina, di armatori HR che girano felici per il mondo con la loro barca. Anche questo serve a calarsi appieno nello spirito del cantiere.

Esteticamente la barca è inconfondibile anche se, per abbondare con i volumi interni, la tuga risulti abbastanza accentuata, soprattutto con una lunghezza dello scafo di poco oltre i 10 metri che non aiuta a snellirne il profilo. La prua verticale, le due pale del timone e la plancetta di poppa apribile danno alla barca un look molto diverso dai modelli più datati. Sottocoperta spicca l’assenza del carteggio, scelta precisa del cantiere per non sottrarre spazio e funzionalità all’ambiente più importante, il salone.

Chi vuole carteggiare può stendere la carta sul tavolo da pranzo e per dirlo con le parole di Magnus Rassy «si rinuncia a qualcosa di cui si ha poco bisogno per qualcosa che, su un 34 piedi, è molto importante». Il layout è fisso con due cabine e un bagno a prua. Per non limitarne l’accesso ai soli ospiti della cabina di prua, la porta che divide quest’ultima dal salone, è spostata verso prua. Ambiente top del 340 è la cucina, che gode di un’apprezzabile indipendenza dagli altri spazi e di tutto il ricambio d’aria assicurato dalla posizione a ridosso dell’ingresso.

Timoneria stretta, prestazioni super

Navighiamo sullo scafo n° 3 (al momento della prova il cantiere aveva già venduto oltre 40 unità) attrezzato con doppia timoneria, avvolgifiocco elettrico, randa avvolgibile nell’albero (le vele sono Elvström) e quattro winch manuali. Il 340 nasce con una timoniera a barra come standard, una scelta da non sottovalutare su una barca di queste dimensioni e che regala al pozzetto una vivibilità maggiore rispetto alle due ruote.

Tra l’altro la posizione al timone non è affatto tra le più comode, con due sedute piuttosto strette e il paterazzo regolabile che ingombra quando si timona in piedi. Detto questo, la sue doti marine sono ineccepibili e condurla con un vento tra 10 e 14 nodi e mare leggermente mosso procura piacere puro. Boliniamo sempre oltre i 6 nodi toccando punte di 6,9 nei momenti di maggior pressione del vento.

Qualità della carena e le due pale del timone restituiscono un ottimo feeling al timone, con la barca sempre in controllo e le ruote mai appesantite. Con il Code 0 e un’andatura intorno ai 100° al vento apparente scendiamo a 7,5 nodi che spesso e volentieri diventano 8.

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